Tor di Valle. Prima Roma, poi la Roma

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Non ne ho voluto sapere nulla, in questi giorni. L’annuncio di Virginia Raggi, la soddisfazione di James Pallotta e di Unicredit, la felicità cieca delle migliaia e migliaia di romanisti – una felicità che dovrebbe anche essere la mia -, tutta roba che mi riempiva di disgusto. Meglio assentarsi. Leggere romanzi. Rifugiarsi in spazi protetti. Poi, ieri, sono passato sulla Roma – Fiumicino, mi sono affacciato sullo splendore di Tor di Valle, fra gli odori della primavera che verrà, immerso nella bellezza di luoghi destinati con ogni probabilità a scomparire. E così eccomi qua. Vorrei dire questo. Se non conoscete Tor di Valle e non avete idea, benché romani o residenti a Roma, di quel che sono Tor di Valle e l’ansa del Tevere e la natura incontaminata e meravigliosa, prendetevi un pomeriggio e andate. Fatelo prima che sia troppo tardi. Non è neppure granché difficile. Basta una bicicletta per pedalare sulla ciclabile che esce da Magliana in direzione mare e finisce fra i rovi del ponte di Mezzocammino.