Bernardo Bertolucci racconta Marlon Brando

brando-bertolucci-tango

Sono passati dieci anni dalla morte di Marlon Brando. Pubblichiamo un’intervista di Paola Zanuttini a Bernardo Bertolucci, che diresse Brando in Ultimo tango a Parigi, uscita su il Venerdì di Repubblica.

Roma. Al primo ciak di Ultimo tango a Parigi, Bernardo Bertolucci grida «Buona la prima!». Ma non è tanto buona. Perché l’operatore di macchina Enrico Umetelli, arrossendo, gli sussurra: «Scusa, mi sono trovato Marlon Brando nella loop e sono rimasto a guardarlo, paralizzato». L’arrivo di Brando sul set ha sprigionato meraviglia, innamoramento, tremore. Anche Vittorio Storaro, che non è un principiante, si fa intimidire: nei camerini allestiti sul ponte di Passy, ha notato che l’attore ha la faccia troppo rossa, ma non osa farne parola con lui. Interpella il regista: «Secondo te, si offende?». Bertolucci lo tranquillizza: «Ma va’, diglielo». Storaro va. Il divo non si scompone, anzi. Piglia un asciugamano, se lo strofina in faccia, porta via tutto il cerone e domanda: «Meglio, così?».

A viso coperto e L’arena dei perdenti

Foto di Pablo Rojas Madariaga

Questo post indica prima alcuni aspetti liminari, paratestuali e illustrativi, e offre quindi un breve giudizio critico su due nuovi titoli di Einaudi Stile Libero: A viso coperto di Riccardo Gazzaniga e L’arena dei perdenti di Antonin Varenne.

Polar, noir, poliziesco, giallo e calcio

L’arena dei perdenti e Varenne vengono presentati nell’edizione italiana come, rispettivamente, un romanzo “degno dei capolavori di Jean-Claude Izzo” e il “miglior esponente del noir francese di inizio millennio”, sia per l’influenza che quella scuola ha esercitato ed esercita sui nostri giallo-noiristi (un esempio tra i tanti: Massimo Carlotto ambienta il suo ultimo romanzo, sempre pubblicato in Stile Libero, a Marsiglia e abbonda in omaggi a Izzo), sia per l’apprezzamento che il marchio noir francese, nonostante ogni sorpasso scandinavo, continua a ottenere in Italia (Einaudi ha ancora in catalogo opere degli anni Settanta e Ottanta di Manchette e Jonquet, spesso pubblicate originariamente nella Série noire di Gallimard).