Oltre il giardino

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Il 14 giugno 1933 nasceva Jerzy Kosinski. Pubblichiamo un estratto dalla prefazione di Giorgio Vasta a Oltre il giardino, edito da minimum fax.

Mr. Magoo indossa un cappotto, una bombetta, cammina appoggiandosi a un bastone da passeggio. Nel cartoon Trouble Indemnity, l’omino calvo e miope inventato nel 1949 da John Hubley se ne va a spasso per un cantiere edile. Procedendo a centinaia di metri d’altezza tra ponteggi e carichi sospesi, su assicelle filiformi o in equilibrio sopra travi mobili, Mr. Magoo è sempre a un passo dal baratro. In questa come in altre sue avventure esiste in bilico, un millimetro prima del vuoto: eppure non cade mai.

Non si tratta di fortuna, di quella casualità nei cartoon sempre puntuale e strategica: Mr. Magoo non precipita perché non ci vede. Perché leggendo il mondo a partire dalla sua quasi completa cecità ignora che subito sotto di lui si spalanca il precipizio (l’unica volta in cui in Trouble Indemnity nulla lo sostiene e cade a piombo – per rimbalzare comunque dolcemente su un asse di legno – neppure in quell’occasione sta precipitando, perché è persuaso di essere in ascensore: sta semplicemente scendendo).

Jerzy Kosinski racconta “L’uccello dipinto”

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Il 3 maggio 1991 moriva a New York Jerzy Kosinski. Pubblichiamo l’introduzione a L’uccello dipinto, edito da minimum fax. Traduzione di Vincenzo Mantovani.

Successivamente

di Jerzy Kosinski

Nella primavera del 1963 mi recai in Svizzera con Mary, la mia moglie americana. C’eravamo già stati in vacanza, ma allora ci andammo per uno scopo diverso: da mesi mia moglie si stava battendo contro un morbo presumibilmente incurabile ed era venuta in Svizzera per consultare l’ennesimo gruppo di specialisti. Poiché prevedevamo di fermarci per qualche tempo, avevamo preso una suite in un sontuoso albergo che dominava il lungolago di una vecchia località di villeggiatura alla moda.

Autofinzioni

Autofinzione: capita ormai spesso, anche in Italia, di imbattersi in questo neologismo piuttosto fumoso (neologismo per modo dire: la sua paternità, per quanto controversa, risale infatti agli anni settanta). Se il termine pare capace di intercettare pulsioni sociali e artistiche profonde, nuove configurazioni dell’universo mediatico e dell’espressione letteraria, l’uso che ne viene fatto da critici, scrittori e lettori resta decisamente vago e istintivo