A riparo dalla bufera. Il Nobel a Bob Dylan

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Celebriamo il premio Nobel per la letteratura assegnato al cantautore più grande riproponendo un collage-omaggio di scritti e video pubblicato in occasione dei suoi 75 anni (fonte immagine).

A caccia di un ingaggio

«Un giorno d’inverno un tale grande e grosso entrò dalla porta che dava sulla strada. Sembrava arrivasse dall’ambasciata russa, si scosse la neve dalle maniche della giacca, si tolse i guanti, li mise sul bancone e chiese di vedere una chitarra Gibson che stava appesa al muro. Era Dave Van Ronk. Burbero, una massa di capelli irti, l’aria di uno che non si scompone per niente al mondo, un cacciatore sicuro di sé. La mia mente cominciò a correre. Nessun ostacolo si frapponeva fra me e lui. Izzy staccò la chitarra dal muro e gliela diede. Dave toccò un po’ le corde e suonò una specie di valzer jazzato, poi mise la chitarra sul bancone. Proprio nel momento in cui l’appoggiò io mi feci avanti e mettendoci sopra le mani gli chiesi come si faceva a trovare un ingaggio al Gaslight, chi si doveva conoscere. Non stavo cercando di entrare in confidenza con lui, volevo solo sapere.

Buon compleanno Boris Vian!

Le poete et trompettiste de jazz Boris Vian (1920-1959) ici au festival du jazz le 4 mai 1949 a Paris --- french poet and trumpet jazzman Boris Vian (1920-1959) during jazz festival in Paris may 04, 1949

Il dieci marzo 1920 nasceva, a pochi chilometri da Parigi, Boris Vian. Ingegnere, compositore, musicista e scrittore, membro tra i più insigni del Collège de ‘Pataphsique, la scienza fondata da Alfred Jarry, avrebbe compiuto oggi 96 anni — se non se ne fosse andato da questa terra  non ancora quarantenne, nel 1959.

Prima aveva fatto in tempo a fare molte e bellissime cose. Per esempio a scrivere una manciata di libri, a nome suo o sotto pseudonimo. A firma Boris Vian, tra gli altri: Autunno a Pechino, Lo Strappacuore, La schiuma dei giorni (neanche un regista del talento visivo di Michel Gondry è riuscito a restituire pienamente la storia di Colin e Chloé, disperata e dolcissima). Sotto lo pseudonimo di Vernon Sullivan: Sputerò sulle vostre tombe e alcuni romanzi noir (Vian era il traduttore di Raymond Chandler).

Addio Uragano

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Riprendiamo, per salutare Rubin “Hurricane” Carter, morto a 76 dopo una lunga battaglia contro un tumore, questo pezzo già uscito su minima&moralia e pubblicato originariamente su Rolling Stone.

di Tiziana Lo Porto

“Lo so che siete venuti tutti a vedere me. Bob Dylan non è così famoso”. Sul palco del Madison Square Garden il campione del mondo cercava di affermare la propria superiorità sul cantante mingherlino che tra poco avrebbe chiuso la prima parte del suo tour più leggendario.

Nati a otto mesi di distanza l’uno dall’altro, Bob Dylan e Muhammad Ali avevano in comune un cambio di nome e l’eroica determinazione nel non volere restare inglobati dalla cultura dominante e idolatrante. Eppure quella sera, al Madison Square Garden, erano venuti tutti a idolatrarli.

La notte dell’uragano

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Questo pezzo è uscito su Rolling Stone.

“Lo so che siete venuti tutti a vedere me. Bob Dylan non è così famoso”. Sul palco del Madison Square Garden il campione del mondo cercava di affermare la propria superiorità sul cantante mingherlino che tra poco avrebbe chiuso la prima parte del suo tour più leggendario.

Nati a otto mesi di distanza l’uno dall’altro, Bob Dylan e Muhammad Ali avevano in comune un cambio di nome e l’eroica determinazione nel non volere restare inglobati dalla cultura dominante e idolatrante. Eppure quella sera, al Madison Square Garden, erano venuti tutti a idolatrarli.