Mangia, preda, ama

Questa estate ho letto sul Guardian una storia di aquile e falchi che mi ha molto toccato. Non so cosa abbia intrugliato dentro me, ma mi sono tornate in mente alcune cose sulla scrittura, come modo di sentire e vedere la realtà, e sulle relazioni, (il terrore di) avvicinarsi all’altro e chiedere aiuto.

E comunque, la storia è questa: British Columbia, un falchetto rimasto solo nel suo nido, senza più genitori − probabilmente predati da rapaci più grandi −, disperatissimo, implora aiuto. Comincia a stridere e piangere, fa un gran baccano, fregandosene se quel pianto a squarciagola possa attirare l’attenzione dei predatori. E infatti, manco a dirlo, arriva un’aquila calva che lo prende e se lo porta nel suo nido, assieme ai suoi tre aquilotti; bestiole che per dimensioni sono quattro volte lui.