Stan Ridgway — Canzoni in nero

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Stan Ridgway ha vinto il Premio Tenco 2016: di seguito pubblichiamo un ritratto del musicista e cantautore californiano.

È il 1980 quando un gruppo di Los Angeles esordisce con un album lontano dalle regole del rock dell’epoca, dalle etichette a tutti i costi, dai generi definiti. Si chiamano Wall Of Voodoo, nel loro mini LP, dallo stesso nome, mettono a frutto la passione per gli horror e per il noir in maniera incandescente. Hanno già musicato qualche film di serie Z, uniscono a un po’ di elettronica da rigattiere la passione per Ennio Morricone, amano i racconti in cui “finisce male”, come ricorda il loro leader,  Stanard Ridgway, per gli amici e gli appassionati Stan. “Fin da ragazzino, mi sono messo in testa di cantare cose terribili e di coltivare la mia passione per gli strumenti strani”.

Eight days a week, i giorni felici dei Beatles

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“Siamo ragazzacci come voi!”, urla John Lennon a una folla che lo sta travolgendo, mentre cerca di salire su un’auto blindata; George, Paul e Ringo, dentro, sorridono, ma hanno l’aria sfatta di chi ha lavorato più di sette giorni a settimana, otto, per l’esattezza, come recita una famosa canzone dei Beatles, che dà il titolo al documentario di Ron Howard.

Un film in cui il regista di Cocoon e Apollo 13 lascia il posto a Richie Cunningham, al ragazzino appassionato di rock’n’roll, protagonista del telefilm Happy Days. Solo un amante sincero dei quattro di Liverpool avrebbe potuto affrontare una storia del genere così, sovrapponendo lo spasmo al divertimento.

Piero Ciampi: un cantautore? No, un poeta!

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Il testo che segue compare nel disco antologico Ciampi ve lo faccio vedere io, antologia dedicata al cantautore livornese con interpretazioni di Bobo Rondelli.

di John Vignola e Antonio Vivaldi

Si può dire, oggi, questo di Piero Ciampi: che è stato capace, per indole o per abitudine, magari per entrambe, di cambiare l’idea della cosiddetta canzone d’autore e di portarla da qualche altra parte.

Sarà un caso che Ciampi, proprio come capita anche a Luigi Tenco, piaccia a nomi importanti del rock italiano quali Mauro Ermanno Giovanardi, Cristina Donà, gli Afterhours.

Lucio Dalla, che s’innamorava di tutto

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Il 4 marzo 1943 nasceva Lucio Dalla. Ricordiamo il musicista e cantautore bolognese pubblicando il testo di John Vignola che chiude Trilogia (Sony), il cofanetto con i dischi Com’è profondo il mare, Lucio Dalla e Dalla, usciti tra il 1977 e il 1980.

Cosa saremmo oggi, noi, poveri divulgatori della musica popolare in Italia, senza Lucio Dalla?

Ci mancherebbe un faro costante, una voce attraente e unica, una commozione, che non diventa mai stucchevole, di fronte alle storie degli ultimi. Lucio, quando comincia a scrivere, facendo tutto da sé, i pezzi che finiranno in Come è profondo il mare, ha alle spalle un universo fatto di folk, di beat, di jazz e di soul, oltre che di canzoni in cui le parole sono importanti: una sfilata di amici, mai scelti con snobismo, ma con l’allegria disperata di chi non vuole restare solo.