“Organizzarvi è un vostro dovere”. L’eredità di padre Óscar Romero

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A Napoli nella bellissima chiesa settecentesca dei Santi Filippo e Giacomo, edificata alla fine del Cinquecento nel cuore del vicolo stretto di San Biagio dei Librai, s’incontrano le parole del Beato Óscar Arnulfo Romero. Padre Mariano Imperato, parroco da trentatré anni, è custode, studioso e divulgatore dell’autentico lascito testuale del buon pastore salvadoregno, assassinato il 24 marzo 1980 con un proiettile a frammentazione, esploso all’altezza del cuore, mentre celebrava la messa.

Ieri e oggi: intervista a Giovanni Lindo Ferretti

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di Matteo Cavezzali

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Dopo gli anni sfrenati, dopo gli anni battaglieri, dopo gli anni del punk, dei CCCP e della rivoluzione, Giovanni Lindo Ferretti è tornato sui monti dove era stato bambino. Dal fragore è passato al silenzio. Oggi vive in mezzo ai cavalli, alla natura, e proprio con i suoi cavalli ha deciso di tornare sulle scene, con un teatro che lui stesso definisce “barbarico”.
«Vedi, i cavalli sono come i punk. Non amano le regole, fanno le prove svogliati, ma quando inizia lo spettacolo, quando si accorgono che c’è il pubblico, quando sentono gli applausi, allora diventa bellissimo».

Il suo ritorno nel luogo dove è cresciuto, nelle sue montagne, nella casa dove abitava con sua madre, è un ritorno alle origini che permea anche nello spettacolo a cui sta lavorando?
Questa idea di teatro barbarico è strettamente legata con la mia infanzia, con la mia terra e con due persone, Marcello e Cinzia (Marcello Ugoletti e Cinzia Pellegri, in scena con lui n.d.r.), che abitano su queste montagne e hanno trascorso la loro vita in mezzo ai cavalli.