Le ombre di Ocaña, il campione triste che sfidò Merckx e si arrese a se stesso

Il 19 maggio 1994 moriva Luis Ocaña. Pubblichiamo un ricordo di Gianni Mura uscito su la Repubblica ringraziando l’autore e la testata.

Uno sparo all’ora di pranzo, nelle cantine della sua tenuta, a Caupenne d’Armagnac. È il 19 maggio del 1994. Luis Ocaña s’è sparato alla tempia sinistra. Strano, perché non è mancino. Alle 13.45 sua moglie Josiane chiama la gendermeria di Condom. Alle 16 all’ospedale di Mont de Marsan si accerta la morte cerebrale. Alle 17, l’ora dei toreri, il decesso. A Bordeaux, dopo l’autopsia, che rivela l’assorbimento di una forte dose d’alcool, il corpo sarà cremato. Funerale alla chiesa di Notre Dame des Cyclistes, a Labastide. Li celebra l’abate Massie, che nella stessa chiesa aveva unito in matrimonio la notte di Natale del ‘66 Luis Ocaña e Josiane Calède, figlia di un camionista, la biondina che aveva consegnato il mazzo di fiori al vincitore del criterium di St. Pierre du Mont. E il vincitore era Luis. Lasciamolo, lasciamoli su questa immagine.