Ricordando David Foster Wallace

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Sono già passati cinque anni dalla morte di David Foster Wallace. Pubblichiamo un’intervista del 1993 tratta da Un antidoto contro la solitudine e tradotta da Martina Testa. Aggiungiamo che ci manca moltissimo.

A trent’anni, David Foster Wallace è stato definito il migliore rappresentante della sua generazione di scrittori americani. Grazie al romanzo La scopa del sistema e alla raccolta di racconti La ragazza dai capelli strani si è conquistato ampi consensi da parte della critica, un prestigioso Whiting Writers’ Award e un pubblico di lettori intensamente devoto. Wallace, laureato in matematica e filosofia all’Amherst College, ha cominciato a scrivere solo all’età di ventun anni. Il suo primo romanzo è stato pubblicato mentre ancora frequentava un master presso l’Università dell’Arizona, a Tucson. La sua scrittura è arricchita da una comprensione matematica e filosofica dei sistemi simbolici e dei concetti estesi, onnicomprensivi, che portano ogni idea alla sua estrema e spesso più esilarante conseguenza. È inventivo in un modo che ricorda Pynchon, e culturalmente onnivoro in un modo che ricorda chiunque da Don DeLillo a David Letterman, che è anche il protagonista di uno dei suoi racconti. Alla Cleveland State University, Wallace ha letto passi del suo secondo romanzo a una vasta platea che ha mostrato di gradire molto. Spera di finire questo romanzo entro un anno dal trasloco nella sua nuova casa di Syracuse, nello stato di New York.

Le lettere di Julio Cortázar

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Sta arrivando in libreria Carta carbone, il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario inedito di Julio Cortázar, curato e tradotto da Giulia Zavagna. A cinquant’anni dalla pubblicazione di Rayuela, il romanzo più famoso dello scrittore argentino, pubblichiamo un estratto di una lettera al poeta cubano Roberto Fernández Retamar in cui Cortázar racconta le reazioni all’uscita del libro.

Caro Roberto,

scusa se ti scrivo a macchina, ma è un’abitudine della quale ormai non so privarmi e che mi permette di essere eternamente spontaneo e di dire ciò che realmente penso. Ieri sera mi hanno consegnato la tua lettera del 3 giugno (è già passato così tanto tempo!) ed ero talmente emozionato e felice per tutto ciò che mi raccontavi che sono entrato come in trance, in una congiunzione astrale incredibilmente fasta e prospera. Non ne sono ancora uscito, e ti scrivo sotto l’effetto della meravigliosa emozione data dal fatto che un poeta come te, che è anche un amico, abbia trovato in Rayuela tutto ciò che io ci ho messo o ho cercato di metterci, e che il libro sia stato come un ponte tra me e te e che ora, dopo la tua lettera, io ti senta così vicino a me, e così amico. Non so se quando ti ho scritto qualche mese fa per parlarti delle tue poesie sono riuscito a esprimere bene ciò che sentivo. Tu, nella tua lettera, mi dici così tante cose in poche righe che è come se mi avessi mandato un segno favoloso, uno di quegli anelli mitici che finiscono tra le mani dell’eroe o del re dopo innumerevoli misteri e imprese, ed è tutto condensato lì, oltre le parole e le mere ragioni; qualcosa che è come un incontro per sempre, un patto per fare cadere le barriere del tempo e della distanza.

Perché ormai siamo circondati da tutti i racconti

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Questo pezzo è uscito in versione ridotta su la Repubblica. (Immagine: Nick Gentry.)

In Continuità dei parchi Julio Cortázar immagina un uomo che a fine giornata si siede sulla sua poltrona preferita e riprende la lettura del romanzo che da tempo lo coinvolge. La scena che gli scorre davanti descrive i movimenti furtivi di qualcuno che sta per commettere un delitto. Tramite una rotazione di trecentosessanta gradi – un cataclisma prospettico – il lettore del racconto di Cortázar segue il lettore del romanzo che a sua volta segue gli ultimi passi di un criminale che attraversando le stanze di una casa armato di coltello raggiunge alle spalle un uomo seduto in poltrona.

Il meglio di Pagina3: settimana dal 10 al 14 dicembre

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Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Tutti i venerdì minima&moralia selezionerà gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 e ve li segnalerà. In questo modo cercheremo di offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di dicembre è Nicola Lagioia. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi.

L’arte del racconto – tradizione e innovazioni, da J.D. Salinger ad Alice Munro

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Questo pezzo è uscito su Repubblica.

Nella prima pagina di Un giorno ideale per i pescibanana – probabilmente il miglior racconto di J.D. Salinger – una ragazza di nome Muriel Glass alza la cornetta del telefono in una camera d’albergo dopo essersi passata lo smalto sulle unghie. Dall’altra parte del filo c’è sua madre, una pedante signora middle class la quale per tutta la conversazione ventila l’ipotesi che Seymour, il giovane marito di Muriel congedato dall’esercito dopo la fine della II guerra mondiale, sia un soggetto poco raccomandabile. “Muriel, te lo chiedo per l’ultima volta: stai bene?” “Mamma – disse la ragazza – per la novantaseiesima volta: sì”. “E non vuoi tornare a casa?” “Mamma, no“.

Scrivere, pubblicare: è questo il gioco del mondo. Una lettera inedita di Julio Cortázar

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Il 26 agosto del 1914, novantotto anni fa, nasceva a Bruxelles Julio Cortázar. Per festeggiare questo anniversario regaliamo ai lettori di minima & moralia una lettera che l’autore di «Il gioco del mondo» inviò al suo editore, Francisco (Paco) Porrúa: la lettera che ogni editore vorrebbe ricevere da uno scrittore destinato a diventare il Cortázar del suo catalogo. E trattandosi di uno dei romanzi cardine della letteratura del Novecento è formidabile assistere alla sua genesi attraverso questo scambio epistolare. La pubblicazione di questa lettera sul blog è anche il modo per dare un annuncio in anteprima ai nostri lettori: le edizioni SUR (il marchio di minimum fax dedicato alla letteratura latinoamericana) pubblicheranno le «Lettere» di Julio Cortázar, in tre volumi a cura di Giulia Zavagna: rispettivamente, lettere ad altri scrittori; lettere sul lavoro editoriale; lettere politiche. Oltre a questi tre volumi, annunciamo che di Cortázar SUR pubblicherà anche il romanzo «Un tal Lucas» e il volume antologico che raccoglie tutte le sue poesie, «Salvo el crepúsculo». Inizia quindi con questa lettera il nostro percorso che ci porterà a festeggiare con voi il centenario di uno dei più grandi e influenti scrittori di tutti i tempi. Buona lettura. 

Un autore a molte dimensioni

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Questo articolo è uscito sul numero di ottobre dello Straniero.

di Nicola Lagioia

Come tracciare una mappa che dia almeno l’illusione di poter padroneggiare l’universo a molte dimensioni di uno come Roberto Bolaño, il quale, proprio sullo sconfinamento e sui salti spaziotemporali ha innalzato buona parte della propria poetica?

Gioco

Pensiero senso-munito se letto accanto a Manoscritto trovato in una tasca di Julio Cortazàr. Igor e Lisa passarono il pomeriggio in libreria a scarabocchiare su una cartina vecchia della metrò di Parigi gli spostamenti di Julio, Ana Margrit , Paula Ofelia, le mille donne del gioco per uno uomo solo, le mille donne sdoppiate per […]

L’ultima intervista a Roberto Bolaño

Roberto Bolaño, ovvero uno scrittore per il XXI secolo. Un grande ringraziamento a Mirumir e Mirumir 2.0 per aver tradotto l’ultima intervista rilasciata dallo scrittore cileno prima di morire. L’intervista è di Mónica Maristain e fu pubblicata nel luglio del 2003 dall’edizione messicana di «Playboy». Nel confuso panorama della letteratura in lingua spagnola, dove ogni […]