L’umanismo postmoderno di Peter Lindbergh a Rotterdam

1foto

Questo articolo è uscito su La Gazzetta del Mezzogiorno, che ringraziamo. Immagine: Peter Lindbergh, “Debbie Lee Carrington and Helena Christensen”, El Mirage, California, Vogue Italia. Courtesy Peter Lindbergh, Paris-Gagosian Gallery.

Peter Lindbergh, uno dei più famosi fotografi di moda degli ultimi trent’anni, ha appena inaugurato una grande retrospettiva negli spazi della Kunsthal di Rotterdam a cura di Thierry-Maxime Loriot, significativamente intitolata A Different Vision on Fashion Photography (Una diversa visione della fotografia di moda), visitabile fino al 12 febbraio.

Lo spirito punk dei Primal Scream

Primal Scream

Questo pezzo è uscito sul Mucchio, che ringraziamo. Per chi volesse approfittarne, i Primal Scream saranno in Italia per tre date a luglio (fonte immagine).

di Chiara Colli

Nel 2016 Londra celebra “40 anni di cultura sovversiva” con “Punk. London”, festival lungo dodici mesi in cui, a unire le forze, ci sono realtà istituzionali ma pure (ex) angry kids della controcultura, come il circuito di negozi indipendenti Rough Trade e lo storico locale 100 Club.

Sempre nel 2016, può capitare che Joe Corré – figlio di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, nonché co-proprietario del facoltoso marchio di lingerie Agent Provocateur – faccia notizia per la decisione di bruciare cimeli punk del valore di svariati milioni di sterline come protesta per l’insostenibile carattere istituzionale della manifestazione.

A dispetto di “ricorrenze” e “prese di posizione”che trovano la propria ragion d’essere più nel gesto che nella sostanza,nel 2016 c’è anche uno come Bobby Gillespie, che quello spirito punk ‘77 ce l’ha nel DNA almeno quanto l’educazione socialista e la faccia da eterno adolescente. Questi suoi tratti distintivi fanno sì che un’intervista all’agitatore culturale dei Primal Scream, oggi, abbia senso a prescindere dall’uscita di un nuovo album, Chaosmosis, e dal fatto che si tratti del più pop tra gli undici pubblicati dal 1987 a oggi dalla band storicamente condivisa con Andrew Innes (e attualmente anche con Martin Duffy, Little Barrie Cadogan, Darrin Mooneye Simone-Marie Butler… a proposito: Mani, ci manchi).

Un ricordo di Lucian Freud

di Richard Newbury Come ci si sente, si chiede Martin Gayford, a posare da amico, oltreché rinomato critico d’arte internazionale, per due ritratti, un olio e un’acquaforte, fatti da un artista che ancora in vita – ha compiuto 88 anni l’8 dicembre – è diventato Old Master, Antico Maestro, e il cui nonno inventò quell’altra […]