Caligari, due film bellissimi in trent’anni. E il terzo?

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Questa intervista è uscita su Internazionale. (Nella foto: una scena del film Amore tossico)

Ho cominciato ad amare Claudio Caligari quando non avevo nemmeno diciott’anni. Come molti post-adolescenti romani, avevo trovato in Amore tossico un film di culto da citare con gli amici. “Frena i freni”, “dammi il pezzo”. Romanzo criminale vent’anni prima di Romanzo criminale. Dal 1984, anno dell’uscita e del successo clamoroso di Amore tossico, Caligari ha realizzato solo un altro film, L’odore della notte nel 1998. Anni rapaci, che qualcuno su internet dà come girato, si è in realtà fermato in fase di pre-produzione nel 2002.

In questi mesi, anzi in questi giorni, sta cercando di cominciare a girarne un altro. Valerio Mastandrea ha lanciato un appello a Martin Scorsese per raccogliere attenzione e soldi intorno a questo progetto. Scorsese non si è dato molto da fare, in compenso qualche produttore si è sentito in dovere di ricordarsi di uno dei più importanti registi italiani. Mentre arrivo a via dell’Acqua Bullicante, dove mi ha dato appuntamento, passo davanti al cinema Impero, chiuso da più di trent’anni. E faccio mentalmente una foto che mi terrò in testa per tutto il tempo.

Storie di un lumicino e di un salmone domestico

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È un romanzo, dice il mio istinto. Un manuale, dice il sottotitolo. Manuale? Romanzo breve? Racconto lungo? Sospendiamo il giudizio. Mio salmone domestico. Manuale per la costruzione di un mondo, completo di tavole per esercitazioni a casa (Laterza 2013) è un libro, su questo non c’è dubbio, un libro che parla della ricchezza e della disperazione di una giovinezza. Lo fa in prima persona, in presa reale. La protagonista (senza nome) racconta un periodo di tempo che va dai suoi studi universitari a Pavia (la stessa città dove ha studiato l’autrice) all’invio matto e disperatissimo dei curricula dopo la laurea, passando per la laurea medesima, con incursioni nella città natale, Verona (la stessa città dov’è nata l’autrice), e altre mete occasionali. Suo fido compagno è un salmone domestico, un po’ dáimon un po’ grillo parlante. Salmoni, grilli… meglio smettere con le metafore zoofile.