Una riflessione sulle false notizie: l’attualità di Marc Bloch

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di Matteo Moca

La Prima Guerra Mondiale è stata, per motivi molteplici ed oltre l’orrore che si è trascinata con sé, un momento di svolta nello studio dell’uomo sull’uomo e sulla civiltà, un periodo favorevole all’analisi di una collettività che aveva subìto il primo atto di un orrore che sarebbe stato destinato a ripetersi dopo vent’anni. Basti pensare alla serie di studi che sono apparsi dopo la sua conclusione, al celebre Terra di nessuno di Eric J. Leed e a Il disagio nella civiltà di Sigmund Freud. Non a caso scelgo questi due testi, perché il primo è il ritratto più fedele e profondo delle conseguenze della guerra sui soldati e quindi sull’individualità, (argomento studiato oltretutto anche da Freud), mentre il secondo allarga lo sguardo all’intera civiltà, arrivando a conclusioni raggelanti all’alba dell’ascesa del nazismo e al nuovo orrore, ancor più grande, della Seconda Guerra Mondiale.