Lontani ma vicini: l’Islam e noi

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Nella foto: il monastero di Mar Musa, in Siria (fonte immagine).

Che cos’è l’Islam italiano? La comunità di immigrati musulmani, che ormai conta un milione e seicentomila persone, quali problematiche, contributi e necessità pone? Che cosa s’intende per integrazione? Sono domande alle quali dovrà rispondere anche il Consiglio per le relazioni con l’Islam italiano, organismo consultivo di recentissima formazione.

A metà gennaio, presso il Viminale, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presieduto la riunione d’insediamento del gruppo di lavoro che dovrà elaborare proposte sulla delicata materia dei rapporti tra lo Stato e la comunità Islamica.

La letteratura come antidoto: intervista a Azar Nafisi

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(fonte immagine)

«La letteratura è un antidoto, un memento sul potere della scelta individuale, del resto come diceva Nabokov, i lettori nascono liberi e liberi devono rimanere». Nata a Teheran nel 1955, oggi Azar Nafisi è una cittadina americana — ed elettrice di Obama — ma la sua travagliata vita evidenzia come la letteratura possa essere un elemento attivo di resistenza. In un mondo materialista e schiavo della tecnologia, «necessaria almeno quanto superflua», la Nafisi è certa che solo l’educazione umanistica possa renderci consapevoli della necessità di continuare a tutelare le nostre libertà individuali. Il suo impegno attivo in patria l’ha resa invisa al regime dell’ayatollah Khomeini, divenendone una fiera oppositrice e la sua lotta per la cultura l’ha resa celebre in tutto il mondo, prima con “Leggere Lolita a Teheran” – bestseller tradotto in 32 lingue – e successivamente con “Le cose che non ho detto”, entrambi editi da Adelphi in Italia.