Il libro di carta vola dritto nel futuro

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Questo articolo è uscito sul Foglio, che ringraziamo (fonte immagine).

C’è stato un momento, qualche anno fa, in cui farsi vedere con un libro in mano, o dentro la busta di carta della libreria, equivaleva ad ammettere di essere antichi. Superati, polverosi, resistenti alla modernità. Persone piene di fiducia nel futuro hanno buttato, regalato o venduto alle bancarelle la maggior parte dei libri posseduti, per l’euforia di fare spazio, di tenere tutto dentro un Kindle, di sentirsi liberi e nuovi, digitali e pronti per una vacanza in barca. In barca infatti bisogna sempre portare il Kindle, perché la salsedine rovina la carta e perché si viaggia leggerissimi.

Librerie elettroniche e librerie di Brooklyn

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Ci sono cose, in questo mondo sfinito e tassabile, che possono essere dette solo attraverso un’interfaccia restrittiva e con il minor numero di caratteri possibile. Così comincia Some contemporary carachters, il racconto-twitter di Rick Moody