Le leggende non muoiono mai – un documentario sui ragazzi di Larry Clark, vent’anni dopo

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Chiedo a Hamilton Harris com’è che si protegge un ricordo, com’è che si racconta la propria storia e lui mi risponde: gira un documentario, alle tue regole.

Hamilton Harris è il ragazzo che in Kids ti insegna come si rolla una canna: oggi ha quasi quarant’anni, vive in Olanda e ha deciso che – passati vent’anni da Kids e ventuno dall’estate in cui venne girato – è finalmente arrivato il tempo di raccontare cosa ne è stato degli skater di Washington Square Park. Me lo spiega anche Peter Bici, uno dei kids, adesso vigile del fuoco e produttore del documentario The Kids, il motivo per cui lo sto intervistando: parla di lasciare andare il passato, girare qualcosa che faccia dire alle persone che altre condividono la loro storia, che state incasinate nello stesso modo. «Alla fine della giornata – conclude – non importa quanta tristezza e quanto dolore tu abbia dovuto attraversare, quello che vuoi è solo crescere e migliorare».

Un libro per riappropriarsi di sé

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì. (Fonte immagine)

Lei stessa spiega che non è un libro d’arte né uno scrapbook. “È un libro per i fan”, dice. Poi si domanda: “Posso fare un libro per i fan di me stessa?” Titolo, autrice e protagonista del libro Chloë Sevigny (Rizzoli International, prefazione di Kim Gordon, postfazione di Natasha Lyonne, pagg. 230, $ 35), l’attrice di recente ha raccontato al New Yorker come l’idea di fare il libro le sia venuta durante un viaggio in Giappone.

Aspetta primavera, Korine

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Questa intervista è stata parzialmente pubblicata su D la Repubblica.

Lo spring break sono le vacanze di primavera. Per una settimana gli studenti dei college americani (e non solo) staccano con lo studio e si dedicano agli eccessi. Eccesso di alcool, eccesso di droghe, eccesso di sesso, eccesso di mare, eccesso di tutto. Sono loro gli Spring Breakers del nuovo film del già enfant prodige del cinema indipendente americano Harmony Korine. Presentato a Venezia all’ultima Mostra del cinema, “prodigioso” come i precedenti film del regista, il film è uscito nelle sale italiane il 7 marzo. Protagoniste della storia sono quattro ragazze (impeccabilmente interpretate da Selena Gomez, Vanessa Hudges, Ashley Benson e Rachel Korine, moglie del regista). Quattro studentesse annoiate dall’università che aspettano le vacanze di primavera per divertirsi un po’, e quando si accorgono di essere a corto di soldi e non potersi permettere il viaggio decidono di fare a modo loro. A modo loro significa: facciamo una rapina, rapiniamo il fast food vicino, rapiniamo i clienti, rubiamo tutti i soldi che ci servono per goderci la nostra cazzo di vacanza. Dicono: “Facciamo finta di essere in un cazzo di videogioco”.

Marfa Girl, il mio film migliore. Una conversazione con Larry Clark

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Questo pezzo è uscito su Orwell. (Fonte immagine)

Prima di salutarmi mi dice: “Com’è che diceva John Lennon? La vita è quello che ti capita mentre tu stai facendo altro”.

A sessantanove anni Larry Clark ha fatto il suo film più bello. Lo penso uscendo dalla sala dell’Auditorium, al Roma Film Festival. Marfa Girl è stato presentato in anteprima e tra qualche giorno farà vincere a Clark il premio come miglior film del festival. Il primo premio nella carriera del regista per un film che non uscirà mai in sala e nemmeno in dvd – Marfa Girl si può vedere solo in streaming sul sito larryclark.com a 5 dollari e 99 centesimi. “Ho deciso di metterlo direttamente in rete per mandare Hollywood a quel paese”, ha dichiarato Larry Clark dal primo giorno che ha messo piede a Roma, passando una settimana a rilasciare interviste in cui imprecava contro produttori e distributori, facendo nomi e cognomi di chi a oggi gli tiene bloccati film che forse non girerà mai, “perché sono pensati per essere interpretati da ragazzini che tra un anno non saranno più ragazzini”.

Città di quarzo vs Los Angeles. Due visioni della Città degli Angeli

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Pubblichiamo un articolo di Nicola Bozzi sui libri che raccontano Los Angeles.