Proletari.com: i nuovi lavoratori della Rete

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(Immagine: Untitled n. 233 (Cloud), 2010, di Teun Hocks.)

Roberto, 31 anni, cassintegrato residente a Palermo, nelle ultime tre settimane ha guadagnato 1700 euro lavorando per una società australiana che vende servizi alle imprese. Dunque uno stipendio di gran lunga superiore a quello che prenderebbe se, ironia delle ironie, tornasse al lavoro nella sua azienda in crisi. Tutto è avvenuto tramite Elance.com, un sito che mette in contatto chi cerca e offre lavoro senza frontiere. Basta avere un pc, e le competenze necessarie. Roberto deve progettare macchinari per la lavorazione della sabbia, le sue abilità tecniche hanno convinto l’azienda di Perth che lui è la persona giusta nonostante viva a migliaia di chilometri di distanza. La paga è oraria, e il controllo delle ore effettivamente lavorate avviene attraverso un timer installato nel computer di Roberto che non permette furberie. Se poi arriva la necessità di dialogare con il datore di lavoro, basta aprire Mikogo ovvero il programma di videoconferenza modellato su Skype ma studiato per il mondo del business.

“Fare gli stronzi in amore è facilissimo”

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Pubblichiamo un’intervista di Laura Eduati, uscita su Gli Altri, a Barbara Alberti. (Immagine: Robert Doisneau.)

Ventotto anni di posta del cuore. Tormenti, rovelli, interrogativi ai quali Barbara Alberti risponde in punta di fioretto, come un’amazzone dell’amore, convinta che troppo spesso ci accontentiamo di passioni tristi, usando il tradimento come pallido «succedaneo», senza nemmeno sapere come gestire una storia di solo sesso. Uomini e donne senza coraggio che invece avrebbero come unico obbligo quello di sedere uno di fronte all’altro e raccontarsi i propri fantasmi e le proprie aspirazioni. Un dato è certo: non ci riusciamo quasi mai. Irragionevolmente scegliamo «l’onanismo anche spirituale», relazioni annoiate, e soprattutto andiamo nella direzione opposta rispetto alla liberazione femminile. Così Alberti, donna elettrica, si accende di rabbia come una professoressa ormai stanca di correggere lo stesso refuso. E tuttavia, al contrario di una professoressa, ironicamente ammette: «Più rispondo alle lettere e meno capisco».

La pigrizia etica dei vegetariani a metà

Sonia & Mark Whitesnow

Pubblichiamo un articolo di Laura Eduati uscito su Gli Altri. (Immagine: Sonia & Mark Whitesnow.)

Mia nonna rincorreva la gallina, la afferrava per le zampe e con l’aiuto di un manico di scopa la strangolava. Toglieva le penne grandi e poi passava il corpo nudo (della gallina) sulla fiamma del fornello per togliere quelle piccole. Mio nonno stringeva il coniglio con l’occhio sbarrato (l’occhio del coniglio), lo sgozzava con un coltello, lo appendeva ad una scala di legno e lo scuoiava, gli intestini che piombavano sul secchio ancora si muovevano. Nessuna delle carni cotte che mangiavo la sera stessa assomigliava alla gallina oppure al coniglio. Nemmeno le bistecche della cavalla sulla quale ero montata da piccola conservavano il ritratto della cavalla, la coda che scacciava le mosche, la sua impassibile mansuetudine.