Discorsi sul metodo – 9: Leopoldo Brizuela

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Leopoldo Brizuela è nato a La Plata nel 1963. Il suo ultimo romanzo edito in Italia è Una stessa notte (Ponte alle Grazie 2013)

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Devo fare tre pagine di quaderno. Circa 4500 battute. Se ce la faccio, mi sento moralmente a posto. A quel punto posso andare oltre, se vi è una forte urgenza o sto chiudendo il testo, oppure andare a bighellonare tutto il giorno. Sono molto belli i giorni in cui chiudo le tre pagine velocemente. Non succede spesso.

Dove scrivi? Hai orari precisi?

Scrivo a casa. Comincio subito, all’alba, sempre. L’orario in cui finisco invece è variabile, dato che dipende da quanta difficoltà incontro nel finire le mie tre pagine obbligatorie, o di quanto ho voglia di andare oltre di esse.

Discorsi sul metodo – 3: Emmanuel Carrère

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Torna il Premio Gregor Von Rezzori, che ogni giugno porta a Firenze alcuni dei più bei nomi della letteratura mondiale, e con esso tornano i Discorsi sul metodo di Vanni Santoni. La serie di interviste di quest’anno comincia con Emmanuel Carrère, a cui seguiranno Jonathan Lethem, Georgi Gospinodov e Vendela Vida, e poi ancora Tom McCarthy, Dave Eggers, Maylis de Kerangal e Leopoldo Brizuela.

(Le precedenti interviste, a Cunningham, Keret, Winterson, Tóibín, Vásquez, Egan, McGrath e Greer, possono essere lette qui e qui).

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Emmanuel Carrère è nato a Parigi nel 1957. Il suo ultimo libro edito in Italia è La settimana bianca (Adelphi 2014, apparso in Francia nel 1995).

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Non ho quantità fisse di battute o parole, dato che sia il tempo che la produttività dipendono molto, anzi completamente, dalla fase dei lavori in cui mi trovo.
Quando sono all’inizio di un libro, è tutto molto difficile e poco produttivo, devo letteralmente forzarmi per scrivere o anche solo mettermi alla scrivania, e anche quando ci riesco vado lentissimo e non riesco neanche a fare sessioni lunghe, faccio massimo tre o quattro ore, e producendo pochissimo.