Culto e potere nel Messico della NarcoGuerra

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di Fabrizio Lorusso

Pubblichiamo un estratto dal libro NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga di Fabrizio Lorusso.

Henry Kissinger diceva che il potere è un afrodisiaco. GiulioAndreotti, padrino della politica italiana del XX secolo, soleva ripetere che il potere logora chi non cel’ha. E ci sono persone che per averlo e mantenerlo affidano il proprio destino a forze occulte. Soprattutto in Messico, dove stregoni, maghi, guaritori, santi proibiti e rituali esoterici sono sempre stati presenti nelle cronache dei famosi e dei potenti, degli impresari, dei politici, delle stelle dello spettacolo o dei miti della televisione e del grande schermo. La tentazione di trovare favori, miracoli, successo e potere attraverso “lavori speciali”e magie affascina un po’ tutti, ma forse di più i politici.

La vista da qui: divario digitale, divario culturale

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In La vista da qui. Appunti per un’internet italiana dMassimo Mantellini (minimum fax), c’è un intero capitolo dedicato al tema del divario digitale in Italia, tema sempre più attuale e discusso. Lo pubblichiamo di seguito, e vi invitiamo a visitare online lo spazio creato da Mantellini per raccogliere racconti, frammenti ed esperienze su cosa sia internet oggi. (Fonte immagine)

 

Scendo dal treno e vado a trovare Cristoforo.[1] Cristoforo è il mago dei numeri, forse la persona che in Italia negli ultimi dieci anni ha guardato più spesso dentro la sfera di cristallo dell’accesso a internet, ne ha osservato i diagrammi e le curve, ha provato a immaginarne le tendenze. A mezzogiorno in punto suono il campanello e lui al citofono mi risponde: «Sei puntuale come la morte». Cristoforo sa cose che né io e né voi sappiamo sui motivi per cui il nostro paese è stabilmente in fondo alle classifiche europee dello sviluppo tecnologico, della banda larga, dell’utilizzo di internet nelle scuole, nelle amministrazioni pubbliche, ovunque.

Ti è piaciuta La Grande Bellezza?

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A Michele Masneri La Grande Bellezza è piaciuta. Da tempi non sospetti. E ha una sua teoria in proposito, che ha spiegato in questo pezzo pre-Oscar, in cui si discute soprattutto del ‘momento grande bellezza ‘ in tutte le cene romane. Momento che non mancherà neanche domani sera alla presentazione romana di Addio, Monti, con Annalena Benini e Teresa Ciabatti. Interverranno anche i nobili Colonna di Reggio. 

Questo pezzo è uscito su L’Ultimo Uomo.

Premessa: questo pezzo sembra non mio, è poco arbasiniano, è ombelicale, è in prima persona, è scritto su un iPad mini da una camera d’hotel di Bari, è pieno dunque di refusi, è pieno di affettuosità giornalistico-incestuose. Però non è una marchetta. Premessa numero due: il mio giovane amico Tim Small era molto tempo che mi chiedeva un pezzo per l’Ultimo Uomo e pensava che io non volessi farlo per un fatto di denaro o di stronzaggine e invece no, è solo che non avevo molto tempo ultimamente, e non gli rispondevo al telefono, e poi lì scrivono tutti di calcio e io di calcio non ne capisco niente, quindi quando Tim mi ha chiamato per chiedermi un pezzo tipo per la terza volta io gli avrei detto sì per qualunque cosa, anche un pezzo su Zeman documentandomi molto; poi lui mi ha detto invece che era sulla Grande Bellezza quindi io ero molto contento, mi sembrava uno di quei momenti di svolta tipo “ah, ecco, ora tutto filerà liscio e scriverò per l’UU e Tim mi vorrà bene e non mi sentirò più in colpa”, invece ecco che mi chiede una stroncatura della Grande Bellezza e io tento di avvertirlo che a me il film invece è piaciuto molto, cioè proprio non piaciuto molto però lo ritengo un film—stavo scrivendo un libro—necessario.