La leggerezza del leggere

invasione

Inizia oggi a Ivrea La grande invasione, la prima edizione del festival della lettura organizzato da minimum fax e Galleria del libro in collaborazione con l’associazione Liberi di scegliere. Pubblichiamo la riflessione che Marco Cassini e Gianmario Pilo hanno scritto per presentarla. 

di Marco Cassini e Gianmario Pilo

Nei mesi passati a immaginare La grande invasione abbiamo pensato alla parola “leggerezza” come alla sostantivazione del verbo leggere.

Leggerezza è dunque per noi l’atto, anzi la sostanza stessa del leggere.

Qui vogliamo affrontare il tema della lettura con una leggerezza che non vuol dire né sbadataggine né mancanza di serietà: siamo molto seri e molto concentrati nel volerci divertire, nel voler condividere un testo, e il piacere della sua lettura.

Altro che Crescitalia, ovvero il Paese di domani si costruisce oggi nelle biblioteche

scara

di Antonella Agnoli

Il disegno che illustrava il Manifesto per la cultura del Sole, di cui tanto si è parlato, ci mostra un uomo di spalle che guarda al di là di un muro stando in piedi sopra una pila di libri.

Il disegno rafforza il titolo della pagina “Tutti insieme per guardare lontano” ma, come a volte accade, l’opera dice più di quanto l’autore volesse dire.

«Io te ne faccio dono»

Sul blog di Giorgio Fontana, un’interessante riflessione sul ruolo che devono (e possono) avere letteratura e scrittura in questo tempo di crisi.

Cosa può fare la letteratura in tempo di crisi? Cosa può, naturalmente, non cosa deve: non credo che la letteratura abbia altro dovere se non quello di raccontare delle buone storie e cercare di colpire il cuore delle cose. Ma la domanda è pressante. Per quanto sia isolata la nostra torre, la realtà bussa con insistenza alla porta, e da un po’ di tempo è sempre più difficile fare finta di nulla.

Seminario sui luoghi comuni

35. Pedinare e essere pedinati
di Francesco Pacifico

Indebitato, sotto processo, il proprietario terriero Vel’caninov non fa che incontrare per strada un ometto inquietante che gli ricorda qualcosa… ma Vel’caninov non riesce a ricordare cosa. Sono le prime scene de L’eterno marito, splendido romanzo breve del Dostoevskij seconda fase, e l’ometto si rivelerà essere il marito della sua vecchia amante, da poco morta: fra i due uomini, di lì a poco, si svilupperà una morbosa simbiosi

Seminario sui luoghi comuni

In questa descrizione di Agathe, la sorella dell’uomo senza qualità, Musil fa il ritratto di una donna molto particolare, che vive in uno stato di articolata passività, direi quasi di attiva passività; una donna che stando immobile a osservare il mondo dell’altro sesso riesce a farsi un’immagine chiara

Seminario sui luoghi comuni

23. La città vestita a festa Appena superata la prima pagina, il flusso di coscienza della signora Dalloway attraversa Londra con un entusiasmo che fa quasi sperare che fra persone e città esista un rapporto organico e che gli accidenti abbiano un’essenza. Il Big Ben batte l’ora e i cerchi di piombo si dissolvono nell’aria. […]