Salvemini e la campagna in Libia

Perché siamo andati in Libia? Esattamente cento anni fa, non in queste settimane, Gaetano Salvemini si pose questa domanda in un paese che si stava avviando verso il suo più colossale disastro coloniale sull’altra sponda del Mediterraneo. La Storia ha i suoi corsi e ricorsi, e quanto avviene oggi in Libia – anche se in gran parte determinato dallo straripare della primavera araba in tutto il Maghreb – rivela ancora alcune cicatrici di quel passato lontano.

Nell’Africa del Nord la partita è aperta: intervista a Olivier Roy

islam

Questa intervista è uscita nel numero di aprile dello Straniero

Per il politologo Olivier Roy, nato nel 1949 a La Rochelle, sulla costa atlantica francese, il primo vero incontro con l’Islam e il “Medio Oriente” è avvenuto a soli diciannove anni, quando – militante di un partito della sinistra extraparlamentare e aspirante studente alla École Normale Supérieure di Parigi – decise di mettere in pratica il persiano imparato da autodidatta, con un viaggio di tre mesi in Afghanistan.

Bengasi anno zero

di Stefano Liberti

Il premier incaricato, Jibril, è un uomo della Francia e i ministri sono tutti di provata fede anti-gheddafiana. Il governo nato dal Consiglio nazionale di transizione prova a colmare un profondo vuoto politico. Il morale dei ribelli è ancora alto, ma la strada da percorrere è tutta in salita.

«Un gruppo di brave persone che si è trovato a vivere un momento straordinario senza avere la minima idea di cosa fare». La definizione è di Ali Tarhouni, responsabile incaricato delle finanze nel nuovo governo messo in piedi dagli insorti della Cirenaica. Professore di economia negli Stati uniti, Tarhouni è tornato dopo 35 anni in Libia

Ad Ajdabiya, sotto le bombe

di Stefano Liberti

Le bombe cominciano a cadere alle otto del mattino. Fuori città, verso ovest, su quella che è diventata la linea del fronte. Una, due, tre bombe. L’attacco su Ajdabiya parte dal cielo. E continua sulla terra. Al check point subito fuori città, ad appena 4 km dal centro, regna il caos più totale. Macchine in fuga. Qualche pick-up con la contraerea che avanza e ogni tanto lancia una scarica in aria contro gli aerei di Gheddafi, senza mai colpirli.

Morire di stato

14/01/2010 Decesso di undici rimpatriati in Libia La data fa riferimento all’articolo di Fabrizio Gatti, uscito per L’espresso all’inizio del nuovo anno. Per non perdere l’abitudine. Vi avvertiamo che le immagini del video sono davvero scioccanti ma è probabile che sia esattamente questa la reazione che serve. L’odierno clima politico trova naturale linfa in quello […]

Il diritto d’asilo finisce nel centro di detenzione

Inviato a Tripoli, il giornalista Stefano Liberti ha intervistato alcune tra le vittime dei respingimenti; le tragiche esperienze raccontate da questi uomini, oltre a suscitare sgomento e un senso d’ineluttabile sconfitta umana (non soltanto loro), illuminano su quella che è in effettivo la politica intrapresa dal nostro paese in tema di migrazione. L’inchiesta è leggermente […]