Scene dalla mia vita: Liv Ullmann

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Una scogliera filmata in bianco e nero, le rocce piatte e scabre, sullo sfondo un frammento di mare grigio. Dal limite basso dell’inquadratura compare una donna, indossa un lupetto e una giacca impermeabile: ci guarda, solleva una macchina fotografica, fissa nell’oculare del mirino, scatta, impercettibilmente ci sorride, si volta e si allontana verso la costa caliginosa.

È una scena brevissima di Persona, il film con cui nel 1966 Ingmar Bergman ridefinisce la grammatica della narrazione per immagini, eppure, forse proprio per questa sua fugacità, quel lampo di fotogrammi è uno dei modi in cui il volto di Liv Ullmann – il suo sguardo perentorio e disarmato – si è fatto cinematograficamente indimenticabile.

Miss Julie, un dramma del potere. Intervista a Liv Ullmann

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica (fonte immagine).

C’è un momento nella Miss Julie diretto da Liv Ullmann in cui l’imminente suicidio della protagonista viene annunciato da un coro di uccelli che cinguetta nel bosco. In altre circostanze gli uccelli avrebbero distratto la ragazza, le avrebbero fatto barattare il dolore con la bellezza del mondo. Ma Julie procede già separata da sé e dal bosco, ormai incapace di ascoltare uccelli che non siano il suo, un cardellino giallo brutalmente ucciso poche scene prima dall’amatissimo amante.