Fidarsi del proprio istinto. Intervista a Luca Marinelli

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Questa intervista è uscita sul Mucchio, che ringraziamo (fonte immagine).

di Rosario Sparti

Viso scavato, naso importante, grandi occhi luminosi. A guardarlo bene il volto di Luca Marinelli ha qualcosa di cartoonesco. Del resto il suo Cesare, corpo dolente di Non essere cattivo, richiamava alla mente certi personaggi di Andrea Pazienza. Ma con Lo chiamavano Jeeg Robot, film d’esordio di Gabriele Mainetti, l’attore può davvero indossare i panni del cattivo da fumetto, interpretando il ruolo dello Zingaro: un Joker di borgata, ossessionato dall’idea di diventare famoso su YouTube, che trascorre le giornate tra una rapina e il ricordo della sua partecipazione a “Buona Domenica”, finché non incappa in un ladruncolo dai misteriosi superpoteri che mette i bastoni tra le ruote alla sua resistibile ascesa al comando della mala capitolina.

Marinelli, classe 1984, gli regala follia, intensità e talento vocale, con un’interpretazione elettrizzante, pari a quelle che l’hanno imposto come uno degli attori italiani più camaleontici e completi della sua generazione.

Le stelle mancanti di Loredana Bertè

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Questa intervista è uscita su La lettura del Corriere della Sera, che ringraziamo.

Loredana Bertè torna con un nuovo singolo scritto da Luciano Ligabue Amici non ne ho… ma amiche sì, titolo anche del disco in uscita a gennaio. Intanto ha da poco pubblicato la straordinaria autobiografia scritta con Malcom Pagani: Traslocando (Rizzoli) dove racconta la sua vita che no, non spiega come si diventa Loredana Bertè, come nessuno può spiegare come si diventa Marilyn Monroe, Janis Joplin, Jimmy Hendrix. Nascita, arte e vita che coincidono, destino forse, o forse no, nemmeno l’infanzia buia che accomuna molti di questi miti pop. “La nostra infanzia è fatta di tutte stelle mancanti” dice Loredana, riferendosi a se stessa e a Mimì, la sorella.

Mai un regalo?

Il Padre e La Madre erano due statali, prendevano lo stipendio il 27, noi siamo nate il 20.