Annie Ernaux: la scrittura, il tempo, l’attesa

annie e

Questa intervista è uscita su la Lettura del Corriere della Sera. Ringraziamo la testata e l’autore (fonte immagine).

La casa di Annie Ernaux sovrasta il paese vecchio di Cergy-Préfecture, una cittadina in espansione a 40 minuti di RER da Parigi. Dal 1975 l’autrice francese abita in una villetta con ampio giardino dominato da una magnolia imponente.

All’entrata vegliano due gatti, Sam e Zoe, che ci seguono fino al soggiorno affacciato sull’arcipelago di stagni e sul fiume Oine. La luce entra dalla grande finestra e riverbera sul tavolo circolare dove avverrà l’intervista. È un luogo accogliente e semplice, dal silenzioso assoluto. In fondo, poco prima degli scaffali di libri, c’è la porta che conduce allo studio: è aperta e lascia intravedere la scrivania su cui la Ernaux lavora ogni giorno, quasi sempre di mattina.

Le storie e i personaggi di Annie Ernaux

annie

Questa intervista è uscita su D – La Repubblica, che ringraziamo.

— Sul serio le piace Via col vento?
— Moltissimo, ma il romanzo, non il film.

Annie Ernaux, seduta in un albergo di Trastevere insieme al suo editore e traduttore, Lorenzo Flabbi, ride di gusto. È una donna molto bella, oltre a essere una scrittrice imprescindibile. In Italia è arrivata tardi e grazie a lavoro accurato di questa piccola casa editrice romana, L’orma. Via col vento, scopro appena torno a casa e mi precipito su Amazon per comprarlo, è di Margaret Mitchell, che ha scritto solo questo libro ma ci ha vinto il premio Pulitzer nel 1937.