L’Aquila 7 ottobre. Storici dell’arte e ricostruzione civile

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di Tomaso Montanari

Il prossimo 7 ottobre gli storici dell’arte italiani sono chiamati a riunirsi all’Aquila. È la prima volta che tutti gli storici dell’arte si incontrano: senza distinzioni tra insegnanti di scuola, professori universitari, funzionari del Mibac o di altri enti, studenti, dottorandi, laureandi, pensionati.

Lo faranno all’Aquila, perché nell’abbandono del centro monumentale della città devastato dal terremoto la Repubblica italiana tradisce se stessa, rinunciando radicalmente a «tutelare il patrimonio storico e artistico della nazione» (articolo 9 della Costituzione). Lo stato terribile dell’Aquila, divisa tra monumenti annullati e new towns di cemento, è una metafora perfetta di un Paese che affianca all’inarrestabile stupro edilizio del territorio la distruzione, l’alienazione, la banalizzazione del patrimonio storico monumentale, condannando così all’abbrutimento morale e civile le prossime generazioni.

In 500: Ornaghi dimetta De Caro

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Pubblichiamo un articolo di Tomaso Montanari, uscito sul «Fatto quotidiano», sulla petizione sottoscritta da intellettuali, studiosi e artisti per chiedere al ministro dei Beni culturali di rimuovere il direttore della Biblioteca dei Girolamini a Napoli.

di Tomaso Montanari

Per la senatrice PDL Diana De Feo, Marino Massimo De Caro è chino sui libri della Biblioteca napoletana dei Girolamini «come un medico che amorevolmente esamina i pazienti da curare» (Corriere del Mezzogiorno, 12 aprile). Meno entusiasti della moglie di Emilio Fede, sono gli oltre cinquecento intellettuali che (partendo dalla denuncia pubblicata dal Fatto il 30 marzo) hanno firmato una dura petizione al ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi «a proposito dello stranissimo e increscioso affare che riguarda l’attuale direzione della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli, una delle biblioteche storiche più gloriose d’Italia». (L’elenco completo delle circa 500 firme ad oggi pervenute si trova in www.patrimoniosos.it; la petizione si può firmare nella pagina web.).