I crimini dell’amore. 200 anni di Sade

9781614282020-SADE-01

Pubblichiamo l’introduzione di Filippo D’Angelo a I crimini dell’amore, raccolta di testi del Marchese De Sade che ha curato per L’orma editore. Vi segnaliamo che il libro sarà presentato domani, venerdì 5 dicembre, alle 19 al Caffè letterario di Più Libri Più Liberi. Intervengono Filippo D’Angelo, Massimo Fusillo, Tilli Bertoni e Luca Donnini. (Fonte immagine)

Strano destino, quello di un’opera che, nelle intenzioni dell’autore, avrebbe dovuto dargli una rispettabilità letteraria mai avuta prima, e finì viceversa con l’affrettare la rovina della sua reputazione.

Quando, nel 1800, vengono dati alle stampe I crimini dell’amore, Donatien Alphonse François de Sade è reduce da oltre due decenni di tribolazioni. La lunga detenzione nelle prigioni del castello di Vincennes e della Bastiglia, nel periodo subito anteriore alla Rivoluzione, lo ha crudelmente minato nel fisico, trasformandolo in un uomo obeso, affetto da tosse cronica, emicranie, gotta, dolori agli occhi e allo stomaco; la sua troppo convinta adesione al dissolvimento della religione dell’Ancien Régime (con le posizioni espresse in Francesi, ancora uno sforzo se volete essere repubblicani) gli è valsa, all’epoca del Terrore, una condanna alla ghigliottina, cui fortunatamente riuscirà a sfuggire grazie alla caduta di Robespierre; le sue finanze e i suoi beni sono stati inghiottiti dall’amministrazione del Direttorio, riducendolo in miseria.