Le case che siamo tra essere e abitare

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di Giacomo Giossi (fonte immagine)

Tornare a casa, riposarsi tra le mura. Chiudere la porta alle spalle e salire faticosamente le scale come fa Gilbert Valance interpretato meravigliosamente da Michel Piccoli nel commovente eppure stoico film di Manuel de Oliveira Je rentre à la maison. Tornare a casa non è staccare dalla vita, uscire dalle relazioni e ancor meno è un gesto di nostalgico abbandono. Tornare a casa è riprendere spesso l’ordine del discorso, quel dialogo intimo capace di riattivare un discorso pubblico, politico.

E attorno alla casa si aggira un po’ guardingo e un po’ stupito il seducente volumetto di Luca Molinari, Le case che siamo da poco portato in libreria da nottetempo. Molinari non ha scritto un libro di architettura e non ha scritto un libro sentimentale attorno al tema, come spesso purtroppo capita da quando l’architettura ha superato la nazionale di calcio nei discorsi del mattino al bar e gli architetti al pari dei cuochi dominano le tristi cronache mondane.

Il meglio di Pagina3: settimana dal 25 al 29 marzo

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Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Ogni settimana minima&moralia seleziona e segnala gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 per offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di marzo è Nicola Lagioia. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi. (Immagine: John Steinbeck.)

Lunedì 25 marzo:

 “Psicotici e precari a Paperopoli”. Racconto di Emanuele Trevi, Nazione Indiana online

 “L’isola del tesoro, antidoto alla disperazione”. Articolo di Carola Susani, Gli Altri