Tutta una vita con Céline: il viaggio di Lucette al termine della notte

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Pubblichiamo una recensione di Matteo Nucci, uscita su «il Venerdì di Repubblica», su «Céline segreto» di Lucette Destouches e Véronique Robert (Lantana).

Lucette Almanzor aveva ventiquattro anni quando conobbe Louis Ferdinand Destouches, un seduttore da cui le amiche ballerine dell’Opéra tentarono invano di metterla in guardia. Era il 1936, e nella Parigi del Fronte Popolare, Destouches combatteva già battaglie solitarie e sprezzanti sotto il nome con cui sarebbe rimasto celebre: Céline. Aveva quarantadue anni, era ossessionato dalle ballerine ma detestava quelle che gli si concedevano troppo in fretta. Lucette aspettó un mese, nonostante l’attrazione fisica fortissima, e lo scrittore la ripagó con una promessa: “È con te che voglio finire la mia vita. Ti ho scelta per raccogliere la mia anima dopo la morte”. Lucette avrebbe rispettato il patto.

Al principio era l’emozione

Un articolo di Matteo Nucci uscito sul «Messaggero» che prende in esame la controversa figura di Louis-Ferdinand Destouches, meglio noto come Céline. Si è appena concluso l’anno del cinquantennale dalla sua morte: nessuna celebrazione in Francia per questo artista dalla zona d’ombra piuttosto estesa, di contro tanti saggi, biografie e nuove edizioni della sua opera uscite negli ultimi mesi hanno compensato a questa mancanza, a dimostrazione che le parole di sua moglie Lucette Almanzor sul fatto che a lui bastassero i lettori non sono così lontane dal vero.

L’anno delle celebrazioni mancate è passato. Il mezzo secolo dalla morte di Louis-Ferdinand Destouches, meglio noto come Céline, è scivolato via senza festeggiamenti ufficiali, visto lo sdegno che ancora suscitano i celebri scritti antisemiti.