Nuova letteratura fantastica. “Il grido” di Luciano Funetta

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È più facile confezionare un’utopia che un’apocalisse? Emil Cioran se lo chiedeva nel 1960, dalle pagine di un testo, Storia e utopia, in cui faceva a pezzi un immaginario (e un modo di pensare) già in pensione, di fatto, da mezzo secolo. «Le sole utopie leggibili», scriveva, «sono quelle false, quelle che, scritte per gioco, divertimento o misantropia, prefigurano o evocano i Viaggi di Gulliver, bibbia dell’uomo disingannato, quintessenza di visioni non chimeriche, utopia senza speranza. Con i suoi sarcasmi, Swift ha smaliziato un genere fino al punto di distruggerlo». Dalle macerie sorgono Metropolis, lo Stato Unico di Zamjatin, l’Oceania di Orwell, la Galaad di Atwood. Città, Stati, continenti, non-luoghi del futuro che esasperano i connotati di skyline già scricchiolanti, panorami avvolti dalla nebbia.

Stregati: “Dalle Rovine” di Luciano Funetta

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Per la rubrica dedicata ai dodici libri candidati al Premio Strega, pubblichiamo oggi una recensione del libro di Luciano Funetta Dalle Rovine. Il pezzo che segue è uscito sul Foglio: ringraziamo la testata e l’autore.

di Edoardo Rialti

Un vecchio cinema porno, di quelli dove gli spettatori entrano con gli occhiali da sole, e si siedono distanti. Una sera come tante. Si spengono le luci ma il film non è quello in programmazione. È qualcosa di così sconvolgente che, alla fine, le persone sono ancora immobili, paralizzate a fissare «lo schermo tenendosi saldamente ai braccioli delle poltrone, come se durante la proiezione avessero rischiato di essere disarcionati».

Esordi con animali

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Pubblichiamo di seguito tre recensioni scritte da Giorgio Vasta su tre libri di scrittori esordienti italiani usciti tra il 2014 e il 2015, romanzi che possiedono un tratto comune: l’umano è messo allo specchio della fenomenologia animale. I libri in questione sono Un giorno per disfare di Raffaele Riba (66thand2nd), Il grande animale di Gabriele Di Fronzo (nottetempo) e Dalle rovine di Luciano Funetta (Tunué). La prima recensione è inedita, le altre due sono uscite sul Venerdì. Nella foto, un’opera dell’artista californiana Crystal Morey (fonte immagine).

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In un passaggio di Mon Oncle d’Amérique Alain Resnais alterna le immagini di una crisi domestica tra marito e moglie con la stessa situazione riletta in chiave etologica: ci sono ancora il marito e la moglie ma al posto delle loro teste umane sono comparse quelle bianche di due topolini da laboratorio. Lo scontro è il medesimo ma il senso che ne discende è molto diverso. L’intenzione di Resnais – che basò il suo film sull’Elogio della fuga del biologo del comportamento Henri Laborit – non è di ridurre tout court l’umano alla dimensione animale, ma di evidenziarne l’inquietante ambigua prossimità.

Dalle rovine di Luciano Funetta, il canto degli ultimi

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di Giorgia Esposito

Per una storia di pirati che non starò qui a raccontarvi, il giorno del mio compleanno, ho trovato nella casella mail il pdf di un romanzo uscito nelle librerie il 19 novembre. La fiducia nella persona che mi ha fatto dono di questo libro è tale che non ho potuto fare a meno di aprire il file. Così ho cominciato a leggere Dalle rovine, di Luciano Funetta, edito da Tunué nella collana Romanzi, diretta da Vanni Santoni.