Montaigne a Modena e il sentimento del contrario

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Questo articolo, in forma leggermente ridotta, è stato pubblicato su pagina 99.

di Manuel Orazi

Si sa che il di dietro fa ridere, ma è più difficile capire che anche il di dietro può ridere. L’acquarello di Giuliano Della Casa riprodotto sulla copertina dell’ultimo libro di Ugo Cornia sarebbe senz’altro piaciuto a Pirandello: infatti la figura principale è un cavallo visto da tergo e guardare il mondo al contrario è già una definizione di umorismo.

Già in Uno, nessuno e centomila il protagonista Vitangelo Moscarda osserva: «Ma sa che una volta io ho veduto ridere un cavallo? Sissignore, mentre il cavallo camminava. Lei ora va a guardare il muso del cavallo per vederlo ridere, e poi viene a dirmi che non l’ha visto ridere. Ma che muso! I cavalli non ridono mica col muso! Sa con che cosa ridono i cavalli, signor notaro? Con le natiche. Le assicuro che il cavallo camminando ride con le natiche, sì, alle volte, di certe cose che vede o che gli passano per il capo. Se lei vuol vederlo ridere il cavallo, gli guardi le natiche e si stia bene!».

Ribaltare i luoghi comuni. I “saggi sparsi” di Leonardo Sciascia

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì: ringraziamo l’autore e la testata (fonte immagine).

di Piero Melati

Zolfo. Piombo. Inchiostro. Di queste tre elementi è fatta l’immaginaria città di Regalpetra. Del primo elemento, scrive Leonardo Sciascia nel 1975, a proposito della sua nativa Racalmuto: «Tutto ne era circonfuso, imbevuto, segnato». L’aria, l’acqua, le strade: «Scricchiolava vetrino sotto i piedi». Ci si friggeva anche il pesce, nello zolfo. Per circa due secoli la Sicilia ne ebbe il monopolio. Era il petrolio dell’epoca. Nel 1834 l’isola contava 196 miniere. Per oltre un secolo, ci morivano i carusi. A salvarli, più che la legge, fu l’avvento dell’energia elettrica.

Le letture di James Franco, adesso

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Questo articolo è uscito su Icon, che ringraziamo (fonte immagine).

Questa conversazione con James Franco inizia da uno scambio di messaggi. Sono da Strand Bookstore, a New York, una mattina d’ottobre. Ho appena letto il bel memoir di Grace Jones, I’ll Never Write My Memoirs, e i due magnifici libri di Ta-Nehisi Coates, The Beautiful Struggle e Between the World and Me (quest’ultimo uscirà in Italia per le edizioni Codice). Tra i tavoli affollati della libreria cerco un libro che stia al passo, che sia altrettanto bello. Scrivo un messaggio a James Franco per chiedergli cosa leggere.Questo articolo è uscito su Icon, che ringraziamo (fonte immagine).

Questa conversazione con James Franco inizia da uno scambio di messaggi. Sono da Strand Bookstore, a New York, una mattina d’ottobre. Ho appena letto il bel memoir di Grace Jones, I’ll Never Write My Memoirs, e i due magnifici libri di Ta-Nehisi Coates, The Beautiful Struggle e Between the World and Me (quest’ultimo uscirà in Italia per le edizioni Codice). Tra i tavoli affollati della libreria cerco un libro che stia al passo, che sia altrettanto bello. Scrivo un messaggio a James Franco per chiedergli cosa leggere.

Letture d’autore: Brunori Sas

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(fonte immagine)

Si firma Brunori Sas, ma è nato Dario Brunori trentotto anni fa in provincia di Cosenza. Nel 2009 ha fatto il suo esordio nel panorama cantautorale italiano con “Vol. 1”, che gli è valso il Premio Ciampi (“miglior debutto discografico dell’anno”) e il Premio Tenco (“autore emergente”). Sono seguiti “Vol. 2 – Poveri Cristi” nel 2011 e “Vol. 3 – Il cammino di Santiago in taxi” nel 2014 che, pur mantenendo un’attitudine indipendente, ne hanno accresciuto la popolarità al punto da trasformare il recente tour teatrale in un grande successo di pubblico. Dopo Federico Fiumani , Paolo Benvegnù e Cristiano Godano, anche Dario Brunori ci parla del suo rapporto con la narrativa.

I muli della vergogna

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Torna in libreria per Sellerio Fumisteria, il romanzo d’esordio di Fabio Stassi. Pubblichiamo la conferenza letta a Viterbo il 21 febbraio 2015 in occasione del convegno Portella della Ginestra, un processo in mostra che trovate in appendice a questa nuova edizione. Ringraziamo l’autore e l’editore.

Portella è un varco, una spianata, un passaggio tra due monti, dove a maggio fioriscono le ginestre del suo nome e si colorano di giallo scarpate e dirupi.

La Sicilia è sempre stata, nella mia infanzia, racconto. I miei parenti erano gente umile, ma con alle spalle l’avventura disastrata ed entusiasmante della vita. Partenze e spartenze, imprese e tribolazioni, una certa inclinazione alla sconfitta e qualche raro colpo di fortuna.

A cent’anni da I vecchi e i giovani di Pirandello, insurrezione e narrazione

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Pubblichiamo un articolo di Lanfranco Caminiti su «I vecchi e i giovani» di Pirandello.

di Lanfranco Caminiti

Il prossimo anno cade il centenario della pubblicazione de I vecchi e i giovani per l’editore Treves di Milano. In realtà, il romanzo – «amarissimo», lo definì lo stesso Pirandello in una lettera a un amico – era in buona parte già uscito a puntate, come spesso accadeva, per il giornale «Rassegna contemporanea» tra il gennaio e il novembre 1909. L’edizione del 1913 risistema l’articolazione dei capitoli, rivede quanto era già stato pubblicato e lo completa. Ancora nel 1931, Pirandello deciderà di intervenire sul testo per una definitiva edizione per Mondadori, che poi è quella che leggiamo oggi. In nessuna delle rivisitazioni Pirandello modifica l’impianto dei personaggi e l’intreccio tra i loro comportamenti e gli eventi e il suo sguardo.

Seminario sui luoghi comuni

12. Se la montagna non va a Maometto In Uno, nessuno e centomila, Vitangelo Moscarda, erede benestante di un banchiere siciliano, precipita in una brutta crisi d’identità dopo essersi tagliato i baffi. Un’indagine furiosa su cosa pensano di lui i suoi conoscenti lo porta in territori insalubri per un borghese: a mettere in discussione se […]