Vacanze a Malindi

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Michele Masneri, in procinto di pubblicare il suo Addio, Monti (gennaio 2014) con minimum fax, si prepara a un soggiorno cautelare a Malindi, luogo di care memorie prima repubblica, tuttora molto amato dai nostri connazionali anche in virtù di un mancato accordo di estradizione con l’Italia. Questo pezzo è uscito su Studio. (Immagine: Karin Kellner)

La spiaggia più malinconica d’Italia, i nostri caraibi in provincia di Brescia. Bisogna andarci, almeno una volta: anche se non è facilissimo; sono almeno otto ore di volo, i collegamenti sono cari; poche compagnie di charter, si può optare invece per la Ethiopian, che offre in business class cucine rinomate e soprattutto figure di businessmen locali diversamente magri, vestiti da Sopranos. Si fa scalo a Addis Abeba (codice Iata: ADD), magnifico aeroporto di modernariato pronto per shooting vintage, con molti caffé con narghilè e chaise longue di paglia in Frecce Alate dove ci si riposa senza scarpe, e risse per gli imbarchi che fanno sembrare Fiumicino efficientissimo. Al ritorno, su Atr42 turboelica, ci si ferma invece sul Kilimangiaro (codice Iata: JRO).