Intervista a Fabio Fazio

Fabio-Fazio

Questa intervista è uscita su IL a febbraio 2013. Ringraziamo l’autore e la testata e vi segnaliamo che il nuovo numero di IL sarà in edicola venerdì 21 febbraio.

Pranziamo dietro gli studi della Endemol in un ristorante piemontese che propone agnolotti del Plin come primo. Fabio Fazio è più alto, educato e carismatico di quanto mi aspettassi. Non trasuda potere, ma orari fissi lavorativi e famigliari. Sta dalle nove alle sei in un ufficio dove c’è solo la stanza comune con tutti gli autori. Mi offre il pranzo, mi versa l’acqua. Mi espone le sue idee sulla televisione e la storia personale che le ha prodotte. È un periodo complicato: in pieno autunno, sta preparando Sanremo durante la stagione di Che tempo che fa. Dal momento in cui ci sediamo a tavola, come per un tacito accordo, nessuno dei due fa un solo riferimento al festival. Se te lo sei scordato vuol dire che non era importante. Mi hanno sempre detto così. Magari è vero anche per Fazio.

Per prepararmi mi sono fatto una scaletta dei tuoi programmi su Youtube e sei sempre uguale fisicamente.

Magari, ma stai scherzando?

Decostruire la Casta. Costruire il popolo

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Pubblichiamo un articolo di Claudio Riccio uscito su Il Corsaro.

di Claudio Riccio

Chi ricorda più l’oggetto del caos parlamentare di alcuni giorni fa? Si dibatteva del regalo per le banche italiane contenuto nel decreto Bankitalia, ma l’argomento è scivolato, sparito nel calderone di insulti e accuse reciproche, insieme al caso Electrolux, ai tassi drammatici di disoccupazione, alla nascita di FCA e al compimento della strategia di Marchionne. Tutto è passato in secondo piano.
In molti hanno liquidato tutta la vicenda come “una clamorosa serie autogol di Grillo”, “segno del nervosismo di un leader che prova disperatamente a recuperare consensi”; ma siamo sicuri sia così?

La dannosa fuffa delle competenze

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di Christian Raimo Quando si parla del mondo del lavoro e del mondo della scuola sembra sempre che si parli di due questioni totalmente distinte. E invece, nell’Italia con il Pil che crolla, nel mare magnum delle fugacissime questioni estive, ci sono un paio di notizie che si accoppiano per farci capire come dobbiamo immaginarci […]

I Ricchi e Poveri, la crisi e la fine dell’estate

I_Ricchi_e_Poveri_durante_un'esibizione_al_Palasport_di_Torino_(ottobre_1970)

Mi capita, spesso, di navigare tra le bacheche Facebook di gente che non conosco. Mi spinge la curiosità. A volte, invece, mi solletica il gusto speculativo dell’immersione sociale. Il piacere cresce mano a mano che mi allontano, di notte, dalla cerchia dei miei contatti, tra i quali, per esempio, non figurano i piloti di motoscafi, gli studenti di matematica, di botanica, le persone di fede musulmana o i collezionisti di vecchie schede telefoniche nei quali m’imbatto girovagando. Quasi sempre, in base ad una legge che ignoro, mi stupisco nel riscontrare che quello stesso giorno, o soltanto pochi giorni prima, sulla bacheca sbirciata si festeggi, o si sia appena festeggiato, un compleanno. “Auguri:)))”; “Sei un grande…abbraccio:)”. Perché mi ritrovo, puntualmente, in mezzo ad una pioggia, ad una schermata bianca di auguri di compleanno? Non so se ci sia un motivo, una ragione, in questo ricorrente giallo informatico, ma garantisco che mi è capitato davvero troppe volte. Anche ieri. I segni cospirano in qualche direzione, a volte indecifrabile, a volte, invece, più interpretabile.