“Poca è la terra che ricopre il mio furore”. “Prigione” di Emmy Hennings

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di Alice Pisu

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“Poca è la terra che ricopre il mio furore. In me cova un urlo, e se non sto attenta, eromperà”. La voce di Emmy Hennings risuona tra le pagine di Gefängnis, del 1919, pubblicato per la prima volta in italiano da L’orma (trad. Marco Federici Solari) a un secolo di distanza dalla sua prima uscita. Poetessa, scrittrice, attrice, cantante, Emmy Hennings diventerà una figura tra le più originali nella scena dadaista e sarà fondamentale nel fondare e animare, con il marito Hugo Ball, il Cabaret Voltaire, luogo di aggregazione di giovani artisti in fuga dagli orrori della Prima Guerra Mondiale.