Il lavoro dell’attore: incontro con Ascanio Celestini

ascanio

di Gianmarco Di Traglia

“Secondo me, un attore non può pensare di essere solamente un attore”, esordisce Celestini sorridendo tra il blu, il rosso, il verde ed il giallo dell’arcobaleno tessile creato dalle poltrone del teatro Palladium. Voglio essere chiaro, l’ho ingannato. L’ho incontrato diverse volte con il pretesto di dovergli rivolgere delle domande per conto di una radio locale, ma alla fine era solo un modo per incontrarlo e sapere cosa ne pensava di questo o di quello. Conoscere Celestini che seguivo dalla Dandini e che leggevo e rileggevo voracemente e che riusciva a comunicare in maniera diretta con me, allora sedicenne.