Un reportage sull’omicidio di Luca Varani

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo (fonte immagine).

In una città allo sbando, nessuno accetta il ruolo che i fatti gli cuciono addosso. C’è un gay che vorrebbe diventare donna, il suo amante che ribadisce la propria eterosessualità, il padre del primo che si considera un modello e quello del secondo che parla in tv definendo “modello” il proprio figlio nonostante i due ragazzi siano rei confessi dell’omicidio più raccapricciante degli ultimi anni. Omicidio di cui per strada, in casa, negli uffici tutti parliamo rifiutando l’idea che una parte di quell’orrore ricada su di noi.

Dal decimo piano del palazzone in via Igino Giordani n.2, si vede la periferia di Roma est. Non ci sono finestre.Per evitare che qualcuno si sporga rischiando di precipitare per cinquanta metri, c’è una mezzaluna di listoni di metallo aperta sull’esterno. Tra le grate passa l’ultimo vento invernale: entra impetuoso nel pianerottolo e si disperde vorticando per le scale.

Cose che non esistono

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Questo racconto di Marco Prato fa parte del secondo volume di effe – Periodico di Altre Narratività, ideato da Flanerí in collaborazione con il service editoriale 42Linee, con l’intento di creare una zona franca per scrittori emergenti e giovani illustratori, nonché un passaggio collaudato per autori già noti. Racconti di Vincenzo Cappella, Marco Prato, Gianni Agostinelli, Mario Sammarone, Marco Vaccher, Francesco Vannutelli, Riccardo Gazzaniga, illustrati dal collettivo di Studio Pilar.

di Marco Prato

Illustrazione di Patrizio Anastasi

Mio nonno cominciò a vedere cose che non esistevano verso i novant’anni. Fino al giorno prima era sempre stato lucido: memoria di ferro e tutto quanto. Poi una mattina andai da lui per mettergli a posto l’antenna della televisione e lo trovai arrampicato sulla scala mentre stava smontando le tapparelle.