La parola sospesa tra il dire e il mare

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Questo pezzo è apparso su Pagina 99.

Quando lessi per la prima volta il celebre primo capitolo di “Moby Dick”, quello sulla potenza del mare e dell’acqua, pensai che fosse intrigante ma un po’ esagerato. Troppo americano. Troppo retorico. “Perché quasi ogni ragazzo sano e robusto, che abbia dentro in se uno spirito sano e robusto”, si chiedeva Melville, “prima o poi ammattisce dalla voglia di mettersi in mare? Perché al tempo del vostro primo viaggio come passeggero, avete sentito in voi un tal brivido mistico, non appena vi hanno detto che la nave e voi stesso eravate fuori vista da terra?”. Innegabile che Melville sia un grande scrittore, eppure la sua mistica del mare mi suonò pomposa. “Acqua e meditazione sono sposate per sempre”, declamava Melville sempre in quel celebre primo capitolo.