Heridas: la nuova letteratura colombiana

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“Irene è la cosa più bella che gli sia capitata dopo Star Wars”.

La Colombia, soprattutto. La Colombia del racconto, della nuova narrativa, perciò della lingua diversa, della capacità di elevarsi al di sopra di quello che ci è stato sempre mostrato. Una Colombia di città, di case – principalmente – di interni, di bar, scuole, università, di taxi, di locali notturni, di amori, di sbronze, di risse, di scenari familiari.

Una Colombia fatta di libri da studiare e studiati. Una Colombia di scrittori giovani ai quali interessa la tensione del racconto breve, di ciò che si può tenere fuori dalla trama, di quanto poco possa contare una trama regolare.  Ventidue scrittori nati tra gli anni settanta e gli anni ottanta che hanno voglia di misurarsi col presente e di far vedere che c’è un’altra Colombia al di fuori del mondo del narcotraffico, una nazione che non conosciamo, città che – come dappertutto – sono fatte di persone e le persone non sono mai uguali e cambiano in funzione delle relazioni che vivono con gli altri.