Chi più, chi meno. Sulla “buona scuola” e il 5xmille

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di Maria Pia Donato Parliamo ancora un po’ della kermesse del 22 febbraio La scuola che cambia, cambia l’Italia di cui ha appena scritto Christian Raimo. Grandi attese, ma ancora una volta solo annunci e parole d’ordine, oltre che messinscena un po’ ipocrita. Per ora, la riforma della scuola si va sempre più profilando come […]

Patrimonio senza storia: sulla situazione degli archivi in Italia

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di Maria Pia Donato

Il mese scorso due iniziative hanno richiamato l’attenzione sulla rovinosa situazione del patrimonio archivistico e librario in Italia. Due gridi d’allarme disperati.

L’Associazione Italiana Biblioteca, l’ICOM e l’Associazione Nazio­nale Archi­vi­stica ita­liana, con A chi compete la cultura, avvisano che la riforma Delrio delle province mette a rischio centinaia di istituzioni culturali lasciandone indeterminata la responsabilità. “A chi toccherà finanziare, amministrare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale delle amministrazioni provinciali, continuare l’attività di enti, fondazioni e direzioni che lo hanno gestito in questi anni, custodire gli edifici che li ospitano (spesso essi stessi di enorme valore) e soprattutto tutelarne l’apertura, la qualità dell’offerta e tutti i servizi al pubblico?”, si chiedono. Già, che succederà?

Patrimonio condiviso, storia condivisa? Ancora su scuola e integrazione

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di Maria Pia Donato

Nel nostro Paese, “la storia si manifesta alle nuove generazioni nella straordinaria sedimentazione di civiltà e di società leggibile nelle città, piccole o grandi che siano, nel paesaggio, nelle migliaia di siti archeologici, nelle collezioni d’arte, negli archivi, nelle manifestazioni tradizionali che investono insieme lingua, musica, architettura, arti visive, manifatture, cultura alimentare e che entrano nella vita quotidiana. La Costituzione stessa, all’articolo 9, impegna tutti, e dunque in particolare la scuola, nel compito di tutelare questo patrimonio”.

Il brano non è tratto da Istruzioni per l’uso del futuro di Montanari, ma dalle Indicazioni ministeriali del 2012 per la scuola primaria, capitolo su Il senso dell’insegnamento della storia.

Cicli e ricicli della scuola (e della storia)

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di Maria Pia Donato 

“Abbiamo tre cicli di scuola, due funzionano molto bene, uno, quello intermedio, molto meno. La scuola media inferiore è quella che ha bisogno di maggiore attenzione.” È questa una delle prime dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione Stefania Giannini all’indomani dell’insediamento del governo Renzi, ormai più di un mese fa (Corriere della Sera, 25 febbraio 2014). Una tra le molte, per la verità, e non sempre coincidenti. Nella stessa intervista, infatti, la Ministra affermava che la riduzione di un anno delle superiori non era “una carta vincente”, mentre due giorni prima, il 23 febbraio, aveva dichiarato a Repubblica “sì al liceo in quattro anni, è un modello internazionale”.