L’irriverenza addomesticata di Robin Williams

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Pubblichiamo un intervento di Goffredo Fofi apparso sulla Domenica del Sole 24 Ore. Ringraziamo l’autore e la testata.

di Goffredo Fofi

Non credo sia stato un grande attore, anche se è stato un ottimo comico ed entertainer e in altri tempi lo si sarebbe definito un grande caratterista. La sorpresa e la commozione che hanno accompagnato il suo suicidio non possono far velo su un giudizio perplesso sulle sue scelte d’attore: nonostante una presenza ininterrotta sugli schermi cinematografici (e televisivi, da cui proveniva) i film in cui ha avuto modo di esprimere meglio le sue qualità sono pochi, e si è invece prestato a dozzine di operazioni più consolatorie che disturbanti, a un «cinema per famiglie» d’impronta disneyana tradendo la sua prima vocazione all’irriverenza. Si è lasciato rapidamente addomesticare o, più semplicemente, l’orizzonte delle sue ambizioni era solo quello.