Dave Eggers e la democrazia digitale

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di Francesco Musolino

Se Philip Dick fosse vivo sarebbe felice di leggere il nuovo romanzo di Dave Eggers, Il Cerchio (Mondadori). Prendete l’idea della quinta parete che entra in tutte le case, del Big Brother di Orson Welles che tutto vede e collocatela in un futuro assai prossimo con la rete e le sue potenzialità pressoché infinite che vanno incontro al nostro bisogno di essere sempre interconnessi, reperibili, aggiornati e avrete le basi da cui parte Eggers. Romanziere poliedrico di successo che vive a San Francisco Bay – in cui ambienta anche il suddetto romanzo – Eggers vive nella iperdigitalizzata California ma non possiede nemmeno un account Twitter. Come Jonathan Franzen, più di Jonathan Franzen, Dave Eggers non gioca con gli scenari cercando la complicità del lettore: da ogni pagina di questo romanzo trasuda pura paura degli scenari futuri ma piuttosto che metterli alla berlina, si immerge nelle profondità. E così piuttosto che sfornare un libro in cui si contrappongono apocalittici ed integrati, questo romanzo ha solide  basi teoriche tanto che degli scenari de “Il Cerchio” si trova traccia in un saggio assai interessante di Evgenij Morozov, “Internet non salverà il mondo” (Mondadori). Difficile riassumere questo testo in poche righe ma basti dire che Morozov analizza e trova le contraddizioni del “soluzionismo”, secondo cui a qualsiasi problema corrisponde un rimedio digitale traendo a sua volta forza dall’internet-centrismo, secondo cui dovremmo modellare gli ambiti della nostra esistenza replicando le peculiarità della rete.

Facebook e l’ideologia positiva dei social network

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Questo pezzo è uscito su la Repubblica.
Nel finale di The Social Network – il film di David Fincher del 2010 che racconta la genesi di Facebook – un giovane Mark Zuckerberg (interpretato da Jesse Eisenberg), risolta la disputa relativa alla proprietà della sua creatura si ritrova seduto da solo nella sala riunioni di un ufficio legale. Accende il portatile, si collega a quella che è ancora una versione embrionale di ciò che oggi raduna nel suo ventre oltre un miliardo di utenti, seleziona il nome di Erica (la ex fidanzata che nella prima scena del film lo ha mollato) e le chiede l’amicizia. L’espressione neutra, una mano che per un attimo si allunga a cliccare refresh, Zuckerberg-Eisenberg rende chiaro che Facebook è (anche) un nido di fantasmi; un luogo in cui le relazioni sociali si riconfigurano in termini del tutto inediti

Momo, Zuckerberg, il pluslavoro relazionale e il reddito di consumo

Avete presente Momo, il romanzo per ragazzi scritto da Michael Ende? C’è una ragazzina con il dono di ascoltare le persone che vive in una piccola città senza nome. All’improvviso questa città viene invasa dagli infidi Signori Grigi – uomini senza identità, tutti vestiti di grigio, con sigaro in bocca e bombetta in testa; i quali conti alla mano convincono gli abitanti che stanno sprecando il loro tempo a chiacchierare, a passeggiare, a occuparsi degli altri