La scrittura di László Krasznahorkai

László Krasznahorkai

Questo pezzo è uscito su Studio.

In quanto incarnazione del Male, se abitasse le pagine di un romanzo americano Irimiás avrebbe le sembianze di un agente del caos “enorme, bianco e glabro come un bambino” o di uno spaventoso cetaceo con “tre buchi alla pinna di tribordo“; animando quelle di un romanzo ungherese uscito al tramonto del Patto di Varsavia, non può essere molto più di un sordido schemer, una nemesi “vegetariana” che al sapore ferroso del sangue suo malgrado preferisce il salmastro del raggiro.

Irimiás è il deus ex machina nel cast di “anime morte” di Satantango (1985), il romanzo d’esordio di László Krasznahorkai che, tradotto in inglese per la prima volta nel 2012 dal poeta George Szirtes, sta montando al di là di Manica e Atlantico un piccolo culto intorno allo scrittore nato nel 1954 a Gyula, dove l’Ungheria è ormai quasi Romania.