Spira Mirabilis, ispirata celebrazione del genere umano

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In Spira Mirabilis Massimo D’Anolfi e Martina Parenti propongono una forma-documentario di dichiarata matrice filosofica. Quattro variazioni su un tema: l’immortalità. Il tema sottende le storie, stabilisce un ponte narrativo, ma ad affiorare con forza, in questa spirale di pensiero, è la magia di un umanesimo resistente ed esemplare.

Presentato in anteprima al festival di Venezia, dove è stato in corsa per il Leone d’oro, Spira Mirabilis esce oggi, 22 settembre, nelle sale italiane, distribuito da I Wonder Pictures.

D’Anolfi e Parenti adottano un metodo induttivo: partono dall’esperienza sensibile, dal singolo caso particolare, dalla materia grezza: una zolla di terra, una lastra di pietra, una lamina di metallo, la lente di un microscopio per ampliare ed elevare progressivamente la visione. Addizionando gradualmente nuclei narrativi scolpiscono l’opera. Un passo alla volta, un tassello alla volta scopriamo l’universalità di ogni “ciclo operativo”, fino a ottenere un affresco completo, che attesta e giustifica la funzionalità di ciascun quadro all’interno dell’insieme.