Due mondi accomunati dalla guerra: quando vivere o morire dipende dalla sorte

WTC6

Oggi ricorre l’anniversario dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle. Pubblichiamo un estratto da «New York, ore 8.45. La tragedia delle Torri Gemelle raccontata dai premi Pulitzer», a cura di Simone Barillari. Traduzione di Martina Testa.

di C.J. Chivers
30 dicembre 2001

Kabul. Il cecchino era seduto al riparo di alcuni sacchi di sabbia sul tetto dell’ambasciata americana mentre il sole tramontava dietro i monti Paghman e il cielo cominciava a oscurarsi. Da un fornelletto da campo accanto alle sue ginocchia veniva puzza di gasolio e un sibilo costante.

Il soldato era il sergente Shane B. Schmidt, del corpo dei marine. Quello era il suo bunker. Alla sua sinistra c’era un fucile a otturatore girevole con il mirino telescopico. Alla sua destra, cinque bastoncini di zucchero bianchi e rossi appesi a un filo. Il sergente ­Schmidt era in vacanza nel Wisconsin quando gli aerei dirottati avevano abbattuto il World Trade Center. Guardare la scena in diretta televisiva, ha detto, «mi ha fatto sentire come un pugile che non riusciva a rispondere ai colpi». Ora davanti a lui si stendeva la capitale dell’Afghanistan, liberata dai talebani e silenziosa come la mezzanotte a Central Park. Per il momento si sentiva soddisfatto. «Le forze della coalizione?», ha commentato. «Diciamo soltanto che sono state piuttosto efficienti nel disinfestare questo posto dai ratti».

L’ultima confessione di David Foster Wallace

Nel 1996, durante il tuor americano di Infinit Jest, un giornalista del Rolling Stone, David Lipsky, trascorse cinque giorni ininterrotti al fianco di David Foster Wallace, in giro per librerie, presentazioni e corsi di scrittura, da uno stato all’altro dell’America, buttando giù appunti per quella che divenne una lunghissima intervista per il giornale. Questa intervista è ora diventata un libro, Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta (minimum fax), in cui la voce dell’autore ci arriva senza filtri.

La compilation perfetta

Pubblichiamo l’intervento di Martina Testa, editor della narrativa straniera e direttore editoriale di minimum fax, che rientra nella serie di articoli pubblicati dal manifesto in materia di editoria.

di Martina Testa

Da una decina d’anni lavoro come editor della narrativa straniera per una casa editrice indipendente, minimum fax, di cui sono oggi anche direttore editoriale.

Come salvare la nave che affonda?

Pubblichiamo un articolo di Martina Testa scritto per la rivista di traduzione letteraria Le reti di Dedalus. Il direttore editoriale di minimum fax, nonché traduttrice di molti tra i più importanti scrittori contemporanei di lingua inglese, traccia un quadro spietato e sconfortato del mercato librario e delle piccole imprese di cultura che vi operano e […]

Barthomania

di Martina Testa Il 24 gennaio del 1973 sulla prima pagina del Wall Street Journal compariva un articolo dedicato alla «Società per la Celebrazione della Barthomania», una confraternita di Washington dedita alla venerazione dello scrittore John Barth: i membri si riunivano regolarmente per simposi goliardici in un ristorante della città, indossando stravaganti copricapi e portando […]

Le maestre ritrovate (I e II)

Questo articolo è apparso sul blog di Paolo Cognetti, Capitano mio Capitano. Cognetti, in occasione della riscoperta da parte della nostra editoria di due importanti autrici americane, ci racconta della sua grande passione per la letteratura d’oltreocenao. Sotto richiesta dell’autore vi chiediamo di commentare il testo, se volete farlo, direttamente sul suo blog. Sono tortuose […]

Perle Wallaciane

Per concludere questo lungo weekend di omaggio all’arte e alla persona di David Foster Wallace, vi proponiamo una piccola silloge del suo pensiero; riflessioni dell’autore, raccolte e tradotte da Martina Testa (la «voce» italiana di Wallace), sul valore della letteratura, sul contesto sociale ed etico che stiamo vivendo, sull’importanza e la gratificazione dell’insegnamento umanistico, sul […]

Hanno detto di lui

Una pubblicazione straordinaria, quella di questo weekend, che la redazione di minima&moralia ha deciso in occasione del primo anniversario dalla scomparsa di David Foster Wallace. Il primo è un pezzo che Nicola Lagioia ha scritto qualche tempo dopo la notizia della sua morte per la rivista Lo Straniero. A seguire due interventi, uno di Tom […]