Stregati: “Il gioco” di Carlo D’Amicis

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di Violetta Bellocchio

Qualsiasi uomo o donna possieda un programma simile a Word e un minimo di mestiere può produrre 90/100 pagine a discreto tasso di morbosità. Un autore è quello che di pagine ne tira fuori 520, tutte necessarie.

Con Il gioco (Mondadori) Carlo D’Amicis ha deciso di produrre una Montagna incantata a partire da un mondo microscopico, periferico per vocazione e pornografico per sua stessa natura, composto, almeno all’inizio, da tre personaggi non più giovani che col tempo hanno messo a punto un perfetto triangolo feticista.

Le sfumature della letteratura erotica

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L’articolo che segue è uscito su Pagina 99, che ringraziamo.

“Quel che pornografia e oscenità sono dipende, come al solito, interamente dall’individuo. Ciò che per uno è pornografia, per un altro è la risata del genio”. Iniziava così la difesa dalle accuse di oscenità e pornografia scritta da D.H. Lawrence nel 1929 all’indomani dello scandalo e delle polemiche suscitate da una mostra di suoi quadri alle Warren Galleries di Londra.

La difesa era un veloce e intelligente saggio dal titolo Oscenità e pornografia e insisteva sulla libertà dell’individuo di decidere rispetto alla folla cosa fosse pornografico e osceno e cosa no. Censurati, processati, mandati al rogo, i romanzi di Lawrence ritornano oggi ad affollare gli scaffali delle librerie a fianco di recentissimi best-seller che come unico comun denominatore con L’amante di Lady Chatterly o L’arcobaleno hanno l’appartenenza all’oggi più che mai vasto e vario genere “letteratura erotica”.

Mary per sempre

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Pubblichiamo un’intervista di Tiziana Lo Porto, uscita su «D – La Repubblica delle Donne», a Mary Gaitskill.

Mary Gaitskill è una delle scrittrici che tutti dovrebbero conoscere. Leggendo, in blocco, l’opera completa: per ora due romanzi e tre raccolte di racconti abitati prevalentemente da ragazze più o meno giovani dirette in caduta libera ma a testa alta verso l’età matura, disposte alla resa a un mondo di adulti contorti, sbagliati, politicamente molto meno corretti di quanto vorrebbero far credere, al loro meglio pornografici. C’è Debbie, arrendevole al sesso e al dolore prima ancora che all’amore, divenuta celebre in Italia (e altrove) una decina d’anni fa come personaggio principale del film di Steven Shainberg Secretary, tratto da un omonimo impeccabile racconto di Bad Behavior, fulgida antologia d’esordio di Gaitskill (oggi parzialmente tradotta e pubblicata in Italia da Einaudi in Oggi sono tua, sorta di best of delle sue tre antologie di racconti). C’è Veronica, musa e personaggio del romanzo a cui dà il nome (Veronica, da metà giugno in libreria per Nutrimenti) e in cui morirà di Aids malgrado l’amore. C’è Alison, modella coprotagonista e struggente voce narrante di Veronica, che inconsapevole della propria bellezza si muove in un mondo in cui “anche se siamo in guerra con il terrore, le riviste di moda dicono che ora siamo solari, indossiamo abiti dai colori chiari e preferiamo essere moralmente limpidi”. Ci sono frasi che si stagliano piene e dense da sembrare interi romanzi, dialoghi che presagiscono commozione e struggimento, e promettenti dichiarazioni d’intenti. Così Leisha, nel racconto Legame: “Appena finisco di studiare voglio trovare un lavoro da Dunkin’ Donuts. Voglio ingrassare. O darmi all’eroina. Voglio essere un disastro”.