A raccontare il piano padano

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

di Giulia Cavaliere

Mentre attraverso la pianura padana su un treno regionale veloce che affetta piuttosto lentamente i campi di grano e le secche dei torrenti tra Milano e Reggio Emilia, ripenso a tutte le volte in cui, su questa stessa tratta, ho fatto partire i CCCP nei miei auricolari. Nel tempo, un numero non conteggiato di viaggi in questo lembo di terra che è casa e che scotta e non lascia respiro a fine luglio mentre piange di brina nei mesi invernali, mi ha costretta intimamente a farmi accompagnare da quella che per me è l’unica colonna sonora possibile passando per queste vie: di volta in volta su una cassettina con scritto “Affinità / Divergenze”, poi su un cd, infine in un’ampia manciata di mp3.

Dalla provincia al punk. Anubi, l’intervista bidimensionale

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Pubblicato sul finire del 2015, Anubi (Grrrz Comic Art Book, disponibile da lunedì in una nuova edizione con 14 tavole in più) è finito in cima a quasi tutte le classifiche di fine anno, in molte delle quali si è aggiudicato addirittura il primo posto. Con merito, sì. Tanto che possiamo già considerare questo libro — sceneggiato da Marco Taddei e disegnato da Simone Angelini — un classico dell’arte sequenziale italiana. Un romanzo a fumetti che è come una canzone punk da un minuto e mezzo: veloce, sporca, assordante, asciutta, sincera e ruvida che sputa in faccia alla gente tutto il marcio e il disagio della vita con una melodia che non si toglie più dalle orecchie.

L’ultimo dei marziani

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In questa triste giornata ripubblichiamo un testo scritto da Nicola Lagioia come prefazione di L’ultimo dei marziani, un libro-antologia su David Bowie curato da Leo Mansueto e pubblicato da Caratterimobili qualche tempo fa. Il libro raccoglie scritti di Pierpaolo Capovilla, Morgan, e una serie di contributi da parte di musicisti come Manuel Agnelli, Paolo Benvegnù, Garbo, Cristiano Godano, Tricarico, Massimo Zamboni, Federico Fiumani e altri ancora.

Di marziani provenienti da marte ne avevo visti già parecchi. Ma i marziani venuti dalla terra furono un’assoluta novità. Così, se il viaggio di 2001 Odissea nello spazio può finire con una camera da letto dove sperimentiamo la sensazione di trovarci faccia a faccia con noi stessi, è solo quando Ziggy Stardust si ricorda di essere stato un europeo che la parabola iniziata nel 1967 tocca, dieci anni dopo, il suo primo vero apice.