Master of None, dove vanno i trentenni (?)

Master-of-None

di Enrico Giammarco

L’arrivo di Netflix in Italia ha portato alla ribalta un buon numero di prodotti altrimenti destinati a un’immeritata nicchia di incalliti fan dei sottotitoli amatoriali. Mentre i critici hanno sottolineato la scarsezza del catalogo iniziale, ho preferito concentrarmi su quanto già disponibile e non vincolato da alcune esclusive già siglate in precedenza per il Bel Paese (House of Cards, su tutte).

È stato così che ho scoperto Master of None, prodotto indigeno del colosso dello streaming. Chissà che fine avrebbe fatto, affidato alle grinfie della televisione, generalista o pay-per-view che essa sia. Basta ricordare cosa accadde, ai tempi, alla serie cult anni ’90 Seinfeld, o quanto sta succedendo all’acclamatissimo show Louie. Il primo ha vivacchiato per decenni nel sottobosco di orari improponibili di TMC, il secondo è stato spostato da Fox a Fox Comedy, come dire “ti trasmetto, ma non ti vedrà nessuno”.