Il nuovo fumetto indipendente USA, parte settima: Edie Fake – Gaylord Phoenix / Theo Ellsworth – Capacity

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Pubblichiamo la settima e ultima parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti.

di Valerio Mattioli

Come i vari Mat Brinkman, C.F. e compagnia, Edie Fake sarebbe anche lui un tipico prodotto della Providence del dopo Fort Thunder, ma il suo lavoro rappresenta quasi suo malgrado un unicum: per otto anni Fake ha lavorato alla serie Gaylord Phoenix, la cui particolarità è quella di essere sostanzialmente un queer comic, cioè un fumetto il cui tema di fondo è l’identità di genere. Fin qui nulla di strano, se non fosse che… be’, è pur sempre un queer comic fatto da uno che a Providence ci ha vissuto, e che di conseguenza ha respirato e introiettato le stranite atmosfere partorite dai vari Multiforce e derivati.

“Perverso e surreale” (stando ai lanci), Gaylord Phoenix è una assurda favola con protagonista una fenice (Gaylord, per l’appunto), disposta a “sacrificare qualsiasi cosa per l’amore e la sete di conoscenza”. Sesso, magia, creature leggendarie… insomma, potete immaginarvelo: un guazzabuglio dal respiro epico in cui la tematica queer è più un pretesto che altro, e in effetti il fumetto potrebbe tranquillamente essere letto come un ciclo sessual-mitologico dai nemmeno troppo vaghi appigli hardcore.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte sesta: Brian Chippendale – If’n’Oof / Paper Rad/Ben Jones – B.J. and da Dogs

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Pubblichiamo la sesta parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti. 

di Valerio Mattioli

Due nomi fondamentali anzichenò. Cominciamo dal primo:

Prima di suonare come ospite d’onore assieme a Bjork e ai Flaming Lips e di esporre le sue cose al MACRO di Roma, Brian Chippendale fu uno dei fondatori del Fort Thunder ed è quindi una delle personalità di spicco dell’originaria famiglia di Providence, anche in virtù del suo ruolo di batterista nei Lightning Bolt, uno dei gruppi più amati e riveriti della scena noise di inizi 2000 (il loro Ride the Skies del 2001 fu una vera e propria ancora di salvezza per chi non ne poteva più di cerebralità post-rock e intimismi elettronici da cameretta – o almeno, fu una salvezza per me).

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte quarta: Matthew Thurber – 1-800 Mice

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Pubblichiamo la quarta parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti.

di Valerio Mattioli

1-800 Mice di Matthew Thurber (il titolo fa riferimento al numero di telefono di un’agenzia di recapito gestita da topi) è stato probabilmente il primo momento di vera rottura all’interno della poetica originariamente sviluppata da fumetti come Multiforce e tutti gli altri della scuola Fort Thunder. Nel 2007, al momento della pubblicazione del primo episodio, l’autore era fondamentalmente uno dei tanti sparsi negli USA che, ispirati dal lavoro di Mat Brinkman e compagni, si era messo ad autoprodurre minicomics sballati, strani, e il più possibile contorti. In effetti già a metà decennio era tutto un florilegio di autori che dell’estetica Fort Thunder recuperavano gli aspetti forse più vistosi ma anche più superficiali: una certa aria lisergica, l’andamento obliquo delle storie, la cura maniacale per un disegno a mezza strada tra l’art brut e Gary Panter… Fumetti insomma in cui non si capiva niente per il puro gusto di… non capirci niente, ecco.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte seconda: C.F. – Powr Mastrs

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Pubblichiamo la seconda parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui la prima parte.

di Valerio Mattioli

A giudicare dalle reazioni e dai tentativi di emulazione (vedi il caso Johnny Ryan: ne riparleremo), direi che – più ancora di Multiforce – è stato il Powr Mastrs di Christopher Forgues aka C.F. a far detonare il “fumetto alla Providence” presso i circuiti mainstrindie comics USA: il che è curioso se si pensa che Forgues, pur provenendo anche lui dagli stessi ambienti di Mat Brinkman, cominciò a pubblicare le sue storie maggiori quando la prima ondata di fumettisti formatisi in seno al Fort Thunder* – oltre a Brinkman, i vari Brian Chippendale, Brian Ralph, Leif Goldberg… – si era già conquistata le attenzioni di stampa e pubblico specializzati.

Ad ogni modo, stando alle criptiche parole dello stesso autore, Powr Mastrs racconta le gesta di un gruppo di “esseri mistici i cui rapporti di potere fluttuano costantemente”. Presa nel suo complesso, la saga assomiglia a una specie di bolla fantasy sospesa, alle volte eterea e altrettanto spesso inquietante: i protagonisti abitano un mondo fantastico dalle atmosfere rarefatte, diafane e però – o forse proprio per questo – innervate da un’ansia che sfocia volentieri nel morboso, con scene di sesso bizzarro, ambigui giochi di potere, e improvvisi sprazzi di violenza.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte prima: Mat Brinkman – Multiforce

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Valerio Mattioli ci racconta gli scenari del nuovo fumetto indipendente USA. Nella prima puntata, «Multiforce» di Mat Brinkman. 

di Valerio Mattioli

A inizi anni 2000 avevo vent’anni e una connessione internet 56k. Mi piaceva la musica rumorosa e non leggevo fumetti da un po’. Durante gli anni del liceo ero stato un buon appassionato di quelli che all’epoca andavano sotto il nome di alternative (o indie) comics americani, a partire dalla coppia Peter Bagge/Dan Clowes, a cui aggiungere all’occorrenza Charles Burns e naturalmente Chris Ware. Praticamente tutti questi fumetti venivano pubblicati da un editore di Seattle chiamato Fantagraphics Books, e tra questi autori c’era anche chi aveva illustrato le copertine di alcuni dei miei dischi preferiti. Ma erano gli anni 90, appunto. Tempo un po’ e sarebbe arrivato il film di Ghost World nonché le prime (almeno così mi ricordo io) accese diatribe sul cosiddetto graphic novel, un termine verso il quale provavo un’irrazionale, risoluta e preventiva avversione.