L’alcol e la nostalgia

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di Pierluigi Lupo Di solito per decidere se comprare o non comprare un libro, mi affido alla lettura delle dieci o venti righe iniziali. E molte volte quelle poche righe, lette in fretta, in piedi, nella luce spesso violenta di una libreria, sono sufficienti a non farmi pentire della scelta. Così è accaduto anche con […]

Discorsi sul metodo – 21: Mathias Énard

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Mathias Énard è nato a Niort nel 1972. Il suo ultimo libro uscito in Italia è Bussola (E/O 2016) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Sei ore, dalla mattina presto. Se posso comincio verso le sei e vado avanti fino alle dodici, a volte […]

Bussola a Est: il libro di Mathias Énard ha vinto il premio Goncourt

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Questa mattina Boussole, l’ultimo romanzo di Mathias Énard, ha vinto il premio Goncourt, il più prestigioso tra i premi letterari francesi. Già onorato in passato del Prix Goncourt des Lycéeen (attribuito da 50 licei francesi sulla base di una selezione della stessa Académie) con Parlami di battaglie, di re e di elefanti Énard (Rizzoli), Énard è stato guardato fin dall’esordio La perfection du tir come una delle voci più significative della nuova letteratura francese. Animatore di Inculte, collettivo di scrittori attivo soprattutto negli anni zero, salito agli onori delle cronache letterarie mondiali con Zona (Rizzoli), considerato il suo lavoro migliore, lo scrittore unisce in ogni suo libro uno stile alto e sofisticato a uno sguardo lucido sul presente, con un respiro europeo e mondiale. Già narratore delle primavere arabe (Via dei ladri – Rizzoli), studioso orientalista, ha dichiarato a proposito di Boussole: “Uno degli obiettivi era lottare contro l’immagine semplicistica e immaginaria di un Oriente mussulmano e nemico, mostrando tutto ciò che ci ha portato…”.

Pubblichiamo di seguito un pezzo di Carlo Mazza Galanti uscito su IL di ottobre, ringraziando l’autore e la testata. Il romanzo uscirà in Italia nel 2016 da e/o, nella traduzione di Yasmina Melaouah (fonte immagine).

Mathias Enard scrive la nuova odissea, tra migranti morti nel Mediterraneo, primavere arabe, indignados, crisi economica

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In Italia Mathias Énard non è un autore molto conosciuto, nonostante il suo quarto romanzo, Zona, pubblicato in Francia nel 2008 e tradotto in Italia da Rizzoli nel 2011, sia stato considerato un piccolo capolavoro (il suo nome accostato, in una sorta di canone europeo contemporaneo, a Jonathan Littell o W.G.Sebald): un libro composto praticamente di un solo ininterrotto periodo (a parte due brevi inserti), un romanzo senza punti che in 500 pagine racconta un omerico viaggio in treno di sei ore – da Milano e Roma – in cui si fanno i conti con le memorie personali e collettive di un’Europa che ha vissuto le violenze delle guerre etniche della ex-Jugoslavia e di altri invisibili conflitti; così era prevedibile che anche il suo nuovo romanzo, Via dei Ladri (sempre Rizzoli, sempre tradotto da Yasmina Mélaouah), uscisse in sordina, mentre invece basta poco per accorgersi che VdL si presenti come un romanzo centrale, sfidante, con l’ambizione non celata di raccontare cosa sta diventando il mondo intorno a noi, la nostra società e la nostra lingua

Lontano dal trauma, lontano dal cuore

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di Diego Vitali

Ci sono libri che affrontano questioni centrali con tesi provocatorie ma in qualche modo centrate, se non fosse che arrivano alle loro conclusioni partendo da premesse sbagliate.
Nel suo ultimo pamphlet, Senza trauma (Quodlibet) Daniele Giglioli sostiene una tesi che ha fatto discutere: l’onnipresenza del trauma nelle scritture contemporanee, come dispositivo metaforico del tutto svuotato di consistenza, immaginato ma privo di un vero rapporto con la realtà. Da qui deriva una perdita di contatto, un’incapacità della letteratura di mordere davvero la realtà, rifugiandosi nel folle e paradossale inseguimento del reale, la “Cosa” che, secondo Lacan, non può essere simbolizzata, afferrata, detta. Ci si tuffa in un immaginario fatto di estremo e di pulp, un pastiche dai confini slabbrati e paludosi in cui tutto si immerge e si confonde.

Zona, una dimensione tra psiche e geopolitica

Questa recensione al romanzo di Mathias Énard, è uscita per il manifesto.

di Paolo Zanotti

Dopo la pubblicazione delle Benevole di Jonathan Littell nel 2006 qualcosa sembra essere cambiato nel sistema letterario francese, e un’editoria che ci aveva abituato a libri smilzi, esplorazioni stralunate di spazi quotidiani e autobiografie ascetiche, sembra avere scoperto il romanzo lungo e ambizioso.