“Il sapiente furore”: il Giordano Bruno di Michele Ciliberto

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Per avere una minima misura dell’incidenza della vita e delle opere di Giordano Bruno, certo in maniera forse semplicistica ma non per questo meno indicativa, basta considerare la storia del monumento che oggi campeggia a Roma, in Campo de’ Fiori, nello stesso luogo in cui avvenne il rogo del filosofo il 17 febbraio del 1600, inaugurato nel 1889. Le vicende di questa statua che rappresenta il Nolano in atteggiamento grave e pensieroso, sono state ricostruite con dovizia di particolari e assoluta precisione storica da Massimo Bucciantini nel suo libro Campo dei fiori. Storia di un monumento maledetto (Einaudi, 2015): nelle complesse vicende legate alla statua si assiste, documenti alla mano, a una vera e propria battaglia tra detrattori e sostenitori non solo delle idee del frate, ma anche di una visione del mondo più libera e senza compromessi con il potere, una lotta che a Bruno costò la perdita della vita.

“Taccuino delle piccole occupazioni”, il nuovo romanzo di Graziano Graziani

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Si potrebbe definire il lavoro di scrittura di Graziano Graziani come un processo continuo di catalogazione: ne sono esempi lampanti i due volumi pubblicati dallo scrittore con Quodlibet, il Catalogo delle religioni nuovissime, racconto dei numerosi culti che continuamente nascono, dal jedismo al culto di Maradona, e Atlante delle micronazioni, descrizione della fondazione e della struttura di piccoli e strani stati. Una narrazione dunque che procede per frammenti, un’idea perfettamente in linea con la nostra contemporaneità che, nella sua vastità di forme e diramazioni, non ci consente di cogliere tutto con un unico sguardo.

Ritratti da un mondo antico: “Piccoli addii” di Giovanni Mariotti

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Tra le tante e variegate forme assunte dalla letteratura c’è ovviamente la più utilizzata, quella del romanzo, ma ce n’è anche una di tono minore, che si costruisce e si sostiene attraverso l’accostamento di piccoli bozzetti impressionistici, idilli, quadri minuti, talvolta dal sapore naturalistico (e in versi, come nel caso di alcune poesie del Pascoli di Myricae), altre volte invece incentrati su particolari d’ambiente, fissazioni o oggetti simboli di miseria e difficoltà.

Giovanni Mariotti, silenzioso scrittore di lungo corso, troppo poco citato quando si parla di grandi autori della letteratura italiana contemporanea, si è occupato di entrambi i versanti: ha scritto uno splendido romanzo di impianto, e in parte ambientazione, ottocentesca, Storia di Matilde (pubblicato prima da Anabasi e poi da Adelphi in due edizioni), e ha scritto per il Corriere della Sera una serie di piccoli quadri frammentari che, nel loro insieme, costruiscono un ritratto, ovviamente parziale, di una società in estinzione, piccoli tasselli di un mondo pian piano scomparso, il mondo provinciale della lucchesia e della Versilia.

A proposito di niente. Woody Allen riavvolge il nastro

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Un dispiacere che l’autobiografia di Woody Allen abbia avuto una storia complicata, rifiutato da Hachette, a rischio macero e poi ripreso fortunatamente da un nuovo editore, Arcade Publishing. Le motivazioni di questo tortuoso percorso sono complesse e abbastanza note, coinvolgono il tempestoso rapporto del regista con la famiglia Farrow, ma la cosa, leggendo questo bel racconto di una vita, perde la sua importanza. Questo circo mediatico è ancor meno interessante proprio perché l’autobiografia A proposito di niente, pubblicata con convinzione da La Nave di Teseo, in ebook e in anteprima mondiale con la traduzione di Alberto Pezzotta (il cartaceo dovrebbe invece uscire il 9 aprile), è un racconto sincero e divertente di un’esistenza fortunata e di successo e i riferimenti ai fatti giudiziari sono, fortunatamente, pochi.

Qualche consiglio di lettura

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Photo by Jonas Jacobsson on Unsplash

Sono giorni in cui la lettura può rappresentare un buon modo per passare il tempo: qui di seguito allora una breve lista di libri che potrebbero essere di ottima compagnia. Si tratta di un libro sul giardino di un maestro del cinema, un romanzo molto lungo e interessante, un saggio di fisica e due classici di un grande scrittore francese riuniti in un unico volume.

– Lo si conosce principalmente per il suo lavoro di regista, ma Derek Jarman (1942-1994) si è dedicato anche alla scrittura e la casa editrice nottetempo pubblica adesso un libro prezioso, Il giardino di Derek Jarman, uscito in Inghilterra l’anno successivo alla morte del regista e composto da brani dei suoi diari accompagnati da fotografie scattate dall’amico Howard Sooley al suo giardino.

Tra sogno e racconto: “Gli dei notturni” di Danilo Soscia

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Che il sogno sia un peculiare materiale narrativo è noto, almeno da quando Freud ha dimostrato come i meccanismi del linguaggio agiscano pure negli ingranaggi dell’inconscio. Specialisti nella narrazione dei loro sogni sono stati in molti, ma tra questi un ruolo importante spetta probabilmente allo scrittore francese Georges Perec che tra il maggio 1968 e il settembre 1972 annotò minuziosamente i suoi sogni: il risultato di questa operazione sono le pagine di La bottega oscura (tradotto e annotato per Quodlibet da Ferdinando Amigoni), dove il resoconto del sogno si sovrappone continuamente con la forma narrativa del racconto, in un serie di frammenti di autobiografia che vivono grazie ai continui rimandi ai fantasmi della vita.

Andreas o I riuniti, la grande opera incompiuta di Hugo Von Hofmannsthal

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Hugo Von Hofmannsthal visse 55 anni (nato nel 1874 a Vienna e lì morto nel 1929 in circostanze tragiche, colpito da un’emorragia cerebrale mentre partecipava al funerale del figlio morto suicida due giorni prima): quasi metà del suo periodo di produttività come scrittore fu occupato da un singolo progetto, quello dell’Andreas, opera a cui dedicherà i suoi sforzi dal 1907 al 1927.

I momenti di felice ispirazione furono però pochi, tanto che il prezioso frutto del suo lavoro consta di non più di cento fogli, tanti sono quelli occupati dal testo compiuto. Ma tra le sue carte figuravano anche altre quattrocento pagine piene di appunti e frammenti che non trovarono una sistemazione definitiva, in quanto il lavoro dell’autore venne interrotto dalla sua morte.

Edizioni di Comunità e Piccola biblioteca morale: vademecum per il nostro presente

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Ci sono collane che si prefiggono compiti importanti, come quello di tramandare la memoria di personaggi decisivi, spesso minoritari, della nostra epoca o di quella appena passata, con l’augurio che le loro esperienze e le loro opere siano in grado, ancora oggi, di parlare ai lettori. Nel presente panorama editoriale, ce ne sono almeno due di cui vale la pena seguire gli svolgimenti e le uscite, una delle Edizioni di Comunità, fondate da Adriano Olivetti, l’altra della casa editrice e/o. Tra le loro ultime uscite ci sono testi interessanti che si presentano come possibili bussole per muoversi nel nostro presente, nonostante siano opera di autori che, come vedremo, appartengono tutti al secolo scorso.

La ricerca della luce: “Il libro di tutti i libri” di Roberto Calasso

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«Così, libro dopo libro, il libro di tutti i libri potrebbe mostrarci che ci è stato dato perché tentiamo di entrarvi come in un secondo mondo e lì ci smarriamo, ci illuminiamo e ci perfezioniamo»: questa citazione di Goethe, scelta da Roberto Calasso come esergo e titolo del suo ultimo libro, Il libro di tutti i libri appunto, riassume il modo in cui lo scrittore ed editore di Adelphi approccia i testi dell’Antico Testamento che sono il cuore di questa suo nuovo lavoro.

Alla maniera di Goethe, negli undici capitoli che compongono questo libro Calasso si fa guidare dalla Parola, misterica e complessa, fino quasi a perdere l’orientamento: ma proprio in quel preciso momento l’autore sembra trovare l’illuminazione di cui parla lo scrittore tedesco, la linfa per poter procedere fino all’illuminazione successiva in un virtuoso e continuo percorso interpretativo.

L’importanza di capire Kafka e il Processo

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Certo stupirà scoprire, per chi non è avvezzo alla storia editoriale di Kafka, che dopo la prima traduzione in italiano del 1933 del Processo, pubblicata nella collana “Biblioteca europea” dell’editore Frassinelli diretta da Franco Antonicelli, dovettero passare quarant’anni prima di vederne una seconda.

Un dato accessorio se si trattasse di un altro scrittore, ma importante se si parla di Kafka perché permette di comprendere le letture italiane dello scrittore praghese di critici e scrittori come Tommaso Landolfi o Italo Calvino, Elio Vittorini o Franco Fortini, Federico Fellini o Elio Petri. A tradurlo fu Alberto Spaini, giornalista e scrittore, che aveva già dato alle stampe negli anni precedenti traduzioni epocali, come quella delle Esperienze di Wilhelm Meister di Goethe, le Opere complete di Georg Buchner o l’Opera da tre soldi di Brecht.