Stare in società sì, ma per cambiarla. Tomaso Montanari: una controreplica a Antonio Scurati

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Pubblichiamo una replica di Tomaso Montanari all’articolo di Antonio Scurati (Stare in società), scritto a propria volta per rispondere a Il Rinascimento in salsa tonnata, da Eataly dello stesso Montanari. di Tomaso Montanari «E come avvien quand’uno è riscaldato, / Che le ferite per allor non sente, / Così colui, del colpo non accorto,/ Andava combattendo, […]

Il garante dello stato delle cose: Matteo Renzi

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Pubblichiamo il discorso tenuto da Tomaso Montanari all’assemblea pubblica su «Firenze non è una merce. Renzi, il governo della città e la Costituzione» tenutasi a Firenze il 25 novembre. (Fonte immagine: ANSA/Maurizio Degl’Innocenti)

Tra meno di due settimane il Partito Democratico affiderà se stesso, quel che resta della Sinistra e soprattutto del Paese a Matteo Renzi.

Lo farà senza convinzione: per mancanza di meglio. Ed è forse per questo motivo che nessuno si chiede veramente chi sia e che cosa rappresenti Matteo Renzi. Come uno struzzo, l’Italia mette la testa sotto la sabbia: preferisce non sapere.

Si parla del clan di Renzi, dei poteri fortissimi che lo sostengono e ne tirano i fili, perfino dei suoi abiti firmati: ma non delle sue idee, del suo programma, dell’Italia che vuole.

Ma noi fiorentini sappiamo chi è Matteo Renzi. E non possiamo, non dobbiamo tacere.

Con il suo quinquennale non-governo Firenze si è trovata in una posizione del tutto singolare: da una parte è stata abbandonata a se stessa da un’amministrazione rinunciataria, latitante e ben decisa a non sostituire, ma semmai ad affiancare, i preesistenti centri di potere; dall’altra si è vista trasformare in un laboratorio politico in cui è stato possibile conoscere in anteprima i connotati dell’Italia del prossimo futuro.

Lo stato dell’Arte al luna park

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Inizia oggi a Roma la quinta edizione del Salone dell’editoria sociale. Il tema di quest’anno è “la grande mutazione” e il programma è molto ricco: più di quaranta incontri tra tavole rotonde, dibattiti, presentazioni di libri, musica e video. Oggi alle 16.15 Tomaso Montanari presenta Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane. Introduce Goffredo Fofi e interviene Vittorio Giacopini.

Pubblichiamo un intervento di Tomaso Montanari uscito sul Fatto Quotidiano il 21 agosto 2013.

L’unica associazione sensata che scaturisce dai nomi di Michelangelo e Jackson Pollock è probabilmente un altro nome: Michael Jackson. È infatti solo un travestimento pop-trash che può consentire di accostare questi due artisti, accoppiati per stupire il popolo. Eppure la mostra clou del cartellone dell’anno prossimo è proprio questa genialata dei «geni a confronto».

Si terrà a Firenze, nientemeno che nel Salone dei Cinquecento ed è «l’evento artistico con cui Matteo Renzi pensa di chiudere il mandato» (così l’anticipazione di «Repubblica»). L’evento c’entra così poco con la storia dell’arte, che lo sta organizzando Marco Carrai, noto come il «Gianni Letta di Renzi»: l’anima ciellina-finanziaria cui il sindaco ha affidato la Firenze Parcheggi, la Cassa di Risparmio, l’Aeroporto e ora anche Michelangelo. D’altra parte, dopo il buco nell’acqua (oltre che negli affreschi vasariani) della ricerca del Leonardo perduto, bisognava pur inventarsi qualcosa, per riempire il Salone di Palazzo Vecchio. Certo, di questo passo arriveremo presto ai Bronzi di Riace contro Holly e Benji (come predice Christian Raimo), o alla riedizione di Godzilla contro Maciste.

Renzi: vedere le carte, grazie.

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Segnalamo dal sito di sbilanciamoci quest’analisi che parte dalla riforma del mercato del lavoro al contrasto all’evasione fiscale. Un confronto tra le proposte di politica economica di Matteo Renzi e quelle di Stefano Fassina

di Mario Centorrino, Pietro David

Nel dibattito interno al Pd sembra prevalere un’attenzione spasmodica intorno a tre temi:

a) le regole in base alle quali dovrà svolgersi il rinnovo degli organi di partito;

b) il rapporto che dovrà stabilirsi tra segretario del partito e candidato premier con ipotesi che oscillano tra l’unificazione e la sovrapposizione dei due ruoli;

c) i diversi posizionamenti, ora definiti, con termine sofisticato, “endorsement” da assumere a favore dei candidati da parte delle correnti, gruppi, leadership locali.

Rimozione e pacificazione

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Pubblichiamo un editoriale di Massimo Recalcati uscito oggi su la Repubblica.

La recente condanna di Berlusconi e l’insostenibile leggerezza ancora più recente del ministro dell’Interno Alfano, entrambi impegnati a negare anziché assumere le proprie responsabilità, hanno definitivamente fatto scoppiare la bolla della “pacificazione”. Siamo chiari: la tesi che il governo delle larghe intese avrebbe inaugurato un nuovo tempo politico, quello, appunto, della cosiddetta pacificazione, che coincideva, tra le altre cose, con la riabilitazione di Berlusconi come statista ponderato, si fondava su quello che in termini strettamente psicoanalitici si chiama “rimozione della realtà”. Ovvero l’esatto contrario di quel “principio di realtà” che era apparso carico di promesse sincere nel discorso inaugurale del presidente Letta alla Camera dei deputati.

Affittasi Firenze, il prezzo è questo

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Pubblichiamo un articolo di Tomaso Montanari uscito oggi sul Fatto Quotidiano. (Immagine: Wikipedia.)

Nonostante l’insabbiamento ottenuto grazie ad una stampa fiorentina ormai universalmente compiacente, la vicenda del noleggio di Ponte Vecchio a Montezemolo rimane assai oscura.

Matteo Renzi ha annunciato querela contro il senatore dei 5 Stelle Maurizio Romani, reo di aver testualmente ripetuto in Senato le parole del comunicato stampa di Ornella De Zordo, la consigliera comunale che ha fatto luce sulla vicenda. Ma il sindaco sa bene che nessun parlamentare può essere processato per opinioni liberamente espresse in aula, e dunque sa bene che non sarà mai costretto a tirare fuori le carte. E infatti si guarda bene dal rispondere a queste tre domande: 1) esiste una carta che attesti il versamento di 120.000 euro da pare della Ferrari al Comune di Firenze? 2) Esiste la documentazione del taglio di 120.000 euro che le vacanze dei bambini disabili fiorentini avrebbero subito da parte di un non meglio precisato ente? 3) Perché l’obbligo di lasciare 3 metri e mezzo per il passaggio sul Ponte dei mezzi di soccorso (obbligo del tutto disatteso, come documentano le foto del banchetto)  è stato notificato alla Ferrari solo il giorno dopo l’evento?

Niente da ridere

Crozza-Elsa-Fornero

Questo pezzo è uscito su Lo Straniero.

Gianni Letta ride. Ignazio La Russa sogghigna. Walter Veltroni sorride. Renata Polverini manca poco che crolli dalla sedia scompisciandosi dalle risate. Stefano Fassina ride. Debora Serracchiani (appena eletta presidente del Friuli Venezia Giulia) letteralmente gongola. Laura Puppato e Maurizio Lupi, divisi cioè uniti dall’effetto split screen, mostrano i denti e aprono le bocche quel tanto che basta alla risata per scoprire un indizio di palato. Bobo Maroni ride. Oscar Giannino ride mettendo in bocca la falange dell’indice della mano destra. Luigi de Magistris sorride e abbassa gli occhi, poi li alza a favore di telecamera e ride, ride forte. Giorgia Meloni, nella cattiva imitazione di una scena da commedia, ride di gola e porta la testa in basso e poi la rialza di scatto facendo ondeggiare i capelli. Pierferdinando Casini singhiozza, annega nell’ilarità. Anna Finocchiaro è quasi morta dalle risate, ride fino alle lacrime. Mara Carfagna ammicca risentita, quindi sorride. Rosy Bindi ride. Mauro Bersani ride. Matteo Renzi ride.

Cosa c’è oltre la rottamazione: Matteo Renzi e la retorica del buon senso

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di Christian Raimo Io (ossia una persona nata nel 1975, che da bambino vedeva sei ore di televisione al giorno, compresa la dose quotidiana di Happy Days e I Jefferson, che a quattordici anni vinse i provini per andare a Doppio slalom anche se alla fine suo padre non ce lo mandò…) mi sono letto l’ultimo […]

La sinistra non ha bisogno di un leader ma di un popolo

L'immagine sopra è di Gabriele Frongia

di Christian Raimo E così si terranno a Roma, in pratica in contemporanea, due incontri annunciati come decisivi – almeno a breve termine – per la politica di sinistra in Italia. Da una parte l’assemblea nazionale del Pd che dovrebbe trovare un bandolo nella matassa di fili elettrici con quale ha rischiato di rimanere fulminata […]

A Firenze meglio un festival letterario vero. Lettera aperta di scrittori fiorentini e non

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Gentile Sindaco e Assessore alla Cultura Matteo Renzi,
Gentile Assessore all’Università, Ricerca e Politiche giovanili Cristina Giachi
Gentile amministrazione del Comune di Firenze,
Gentili redazioni di giornali, magazine e radio nazionali e locali,

 

apprendiamo dalla stampa nazionale e locale la nascita del “Festival dell’Inedito”, iniziativa con sede a Firenze che dichiara promuovere i nuovi talenti e lo scouting letterario, previo però pagamento di cospicue quote di iscrizione da parte dei partecipanti.