Dal conflitto all’individualismo: riflessioni sulla sicurezza

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di Miriam Aly

Dallo scorso 22 dicembre due navi di soccorso gestite da due Ong tedesche sono bloccate in mare. Inizialmente la prima nave, la Sea Watch 3, ha soccorso in mare 32 persone e in seguito, il 29 dicembre, una seconda nave, la Sea Eye, ne ha soccorse 17, per un totale di 49 persone salvate al largo della Libia che ad oggi però si trovano in mezzo al mare abbandonate a loro stessee alla ricerca di un porto sicuro che le accolga, in balia di un limbo burocratico di liberazione delle coscienze dei paesi europei (Malta, Italia, Spagna, Olanda, Germania) che hanno negato l’accoglienza a persone che nei giorni e mesi precedenti al salvataggio hanno vissuto in condizioni deplorevoli.

Il re è nudo, ma tutti guardano da un’altra parte

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di Davide Gatto Non mi piace alimentare la forma prima di intrattenimento dell’Italia, ovvero la politica-spettacolo di talk show, informazione paludata e maligna e girandola di commenti social che farebbero impallidire gli avventori di un vecchio Bar dello Sport. Eppure stavolta qualcosa voglio dirla. Voglio dire qualcosa perché per la prima volta vedo con chiarezza […]

Simbionti contro Capristi

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini partecipa alla presentazione della Festa della Lega Romagna a Milano Marittima, nel Ravennate, 1 agosto 2018. ANSA/PASQUALE BOVE

di Valerio Cuccaroni

La destra di Matteo Salvini vince le elezioni politiche 2018. Fine del Fascismo. Inizio del Caprismo.

Prima che Salvini arrivasse al Governo, come Ministro dell’Interno, era ancora possibile servirsi della vecchia metafora del Fascismo. Salvini stesso è il referente di blocchi neofascisti, come Forza Nuova, Casa Pound, Blocco studentesco, ma egli rappresenta una fase nuova della politica.

Famiglie contro Legge 180: una bufala che compie 40 anni

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«La mia mente è come fatta di cristallo, non sono resistente e quindi basta forse poco per farmi perdere il senso della verità, quel bianco e nero che parlavo prima. In questa crisi sono stata assistita in pieno proprio dal CIM di San Sepolcro. Sono stata assistita, ricoverata in ospedale, nell’ospedale civile di San Sepolcro. Ci sono stata meno di un mese e sono stata assistita dalle infermiere distaccate dell’ospedale psichiatrico e alcune del CIM 24 ore su 24. A seguito… Siccome le mie crisi sono crisi che vado in eccitazione, quindi mi devono dare molte medicine che esca da questo stato e quasi tutte le volte vado in depressione. È successo che ero sola in casa e mi è cominciata una crisi di depressione; io la prima cosa che ho fatto mi sono attaccata al telefono e ho chiamato il CIM, non ho chiamato mio marito per non impressionarlo. Ho chiamato il CIM e ho trovato due infermiere che erano in quel momento lì che prestavano servizio. Mi hanno ascoltata e mi hanno detto «veniamo subito». Io come ho sentito queste parole – “veniamo subito” – mi sono sentita sollevare perché le idee che mi erano venute erano brutte, bruttissime. Io devo dire che non c’è raffronto. Io ho vissuto nel marzo un’esperienza di malattia, ma che non mi ha lasciato nessun trauma, mentre invece del ’67 e del ’73 io uscivo dall’ospedale con il trauma, con la paura. La paura, la sera, di andare a letto e dire «ma io morirò in un manicomio», vedendo quello che c’era. Se fossi abbandonata, se rimanessi sola… La mia fine è in un ghetto, quelli sono ghetti, gli ospedali psichiatrici. Io non ritengo assolutamente che si debba pensare a un ospedale psichiatrico migliore: non può esistere migliore, che senso ha?”

Lei si chiama Maria Luisa, spero che sia ancora viva e stia bene.

Le troiane

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di Valeria Parrella

È la seconda volta in pochi giorni che il ministro dell’interno di uno Stato democratico si libera della responsabilità di governare degli esseri umani. Nella vicenda Aquarius si è delegittimato della responsabilità di salvare delle vite umane: di accoglierle per poter poi decidere del loro bene. Nel caso di Saviano si è delegittimato della responsabilità di difendere un suo cittadino.

Un estratto da “Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica”

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Pubblichiamo un estratto dal nuovo libro di Giuseppe Antonelli, Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica. Ringraziamo editore (Laterza) e autore.

di Giuseppe Antonelli

Un messaggio pubblicato su Twitter il 4 febbraio 2013 ammoniva: «#Grillo parla nelle piazze un linguaggio semplice e comprensibile gli altri sono nella loro torre d’avorio il risveglio sarà amaro #M5S». Solo che la storia del linguaggio semplice l’avevamo già sentita più di vent’anni fa.

La sbandieravano prima Bossi e poi Berlusconi («Non più quel linguaggio da templari che nessuno capiva: si sentiva il bisogno di un linguaggio semplice, comprensibile, concreto »). La confermavano gli studi sul lessico berlusconiano, mettendo in luce – tra l’altro – l’alto tasso di comprensibilità del suo modo di parlare.

Le elezioni regionali in Francia e la profezia di Houellebecq

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul sito di Pagina 99, che ringraziamo (fonte immagine).

E se Michel Houellebecq avesse previsto tutto questo? Rileggere dopo il doppio turno delle elezioni regionali francesi Sottomissione, il suo romanzo uscito a inizio anno, lo stesso giorno dell’assalto terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, e quasi universalmente letto come profezia fantapolitica del successo in Europa dell’islam politico, provoca uno strano effetto. Tanto da far emergere l’idea che la parte più significativa del libro non sia la seconda ma la prima, quella in cui descrive il successo di Marine Le Pen al primo turno delle presidenziali, in un ipotetico 2022.

Roma, 2015

Riot police in Tor Sapienza

E così nel pomeriggio del 9 giugno, in piazza Santi Apostoli[1], i tre sindacati uniti convocano una Fiaccolata per la legalità, dopo la seconda ondata di arresti per “Mafia Capitale”. Non esattamente una folla oceanica. Dal palco parlano i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, preceduti da una compilation registrata di cantautori di ogni tempo. Parole che si perdono nell’afa. Sul finire della manifestazione arriva il sindaco, Ignazio Marino, scortato da mezza giunta. La scena accelera rapidamente. Boati di fischi, qualche applauso, le urla “vattene” o “dimissioni”, soprattutto da gruppi di lavoratori coinvolti in vertenze varie. Il gruppo-sindaco-fotografi scivola prima dal fondo verso il centro, sottopalco, poi devia a sinistra, quindi imbocca una viuzza laterale, proprio mentre gli altoparlanti diffondono i rullanti che aprono “La canzone popolare” di Ivano Fossati. Nel frattempo volano insulti tra pro-sindaco e anti-sindaco. Si accendono le fiaccole, una ventina, nel cielo ancora luminoso delle sette. La piccola folla si disperde.

Come parlare di immigrazione a scuola

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Questo articolo è apparso su Internazionaleche ringraziamo. (Fonte immagine)

È complicato, a scuola, in questi giorni parlare di immigrazione. È complicato innanzitutto perché la morte di 800 persone non è entrata nel discorso pubblico con quella forza dirompente che ci si sarebbe aspettati. Nessun giornale è andato a cercare di capire chi erano i migranti morti, a dargli un nome, a ricostruire le loro vicende familiari. Spesso quando accadono stragi del genere, per settimane i mezzi d’informazione sono pieni di testimonianze dei parenti e dei superstiti; in questo caso la voce delle vittime è stata praticamente spenta insieme a quella dei morti.

L’arrembaggio sgangherato dei fascio-leghisti

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Una cancellata si è materializzata all’Esquilino, in un sabato mattina romano. Larga da marciapiede a marciapiede, costruita in stile barricata/puzzle, alta più o meno due metri e mezzo, con dentatura appuntita in cima. Ad occhio, un patchwork poco geometrico. È blu, dello stesso blu dei blindati della polizia che la sostengono, ed è piazzata all’imbocco di via Napoleone III, una delle tante strade che partono da piazza Vittorio Emanuele II, la piazza più grande di Roma, costruita dai “piemontesi” nel quartiere oggi pieno di botteghe indiane, bengalesi, cinesi. I passanti si soffermano, guardano oltre la griglia di ferro. Giornalisti e turisti scattano fotografie, residenti e commercianti la osservano prima con stupore, quindi con quella che sembra una crescente familiarità. Si finisce con l’abituarsi a tutto. Troppo larga per una porta di calcio, la cancellata potrebbe andar bene per una partita di pallavolo, non fosse per la dentatura in cima. La superficie irregolare del reticolo renderebbe pressoché impraticabile lo squash. Difficile attaccarci bigliettini o messaggi. I poliziotti se ne stanno nei blindati, a vigilare sul loro checkpoint-charlie-per-un-giorno.